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TERAMO. Costi condominiali elevati e assenza di chiarezza sui rapporti contrattuali fra inquilini e Ater. Le criticità delle palazzine di via Balzarini, a Colleparco, sono state ieri al centro di una conferenza stampa che ha visto protagonisti gli inquilini insieme al consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Francesco Taglieri, al sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, all’assessora comunale Pina Ciammariconi e all’avvocato Livio Sarchese. Quest’ultimo da tempo segue legalmente diverse famiglie che vivono da oltre tre anni nelle palazzine antistanti l’università: un complesso inizialmente nato come “Fabbrica del benessere” e poi divenuto alloggio per gli sfollati Ater del sisma. Il progetto del privato prevedeva studi medici, locali per attività commerciali e spazi condivisi, ma non è mai andato in porto: la Regione ha acquistato il complesso dandolo all’Ater che lo ha destinato a 23 famiglie che oggi vivono in appartamenti teoricamente all’avanguardia sotto il profilo tecnologico ma praticamente «inadeguati alla vita quotidiana sotto molti punti di vista», ha detto l’assessora Ciammariconi, che da tempo si occupa della vicenda.
Nel corso dei mesi sono stati diversi gli incontri con l’Ater per affrontare le problematiche ma «ciò che chiediamo non arriva: cioè le carte», ha detto l’avvocato Sarchese. Le criticità sono molteplici ma la conferenza di ieri è stata focalizzata sulle esose spese condominiali che vengono chieste agli inquilini «senza che si dica cosa esattamente la singola famiglia deve pagare, quale consumo effettivo si addebita», ha spiegato il legale. C’è chi ha ricevuto richieste di pagamento di oltre 4mila euro nonostante sia stato fatto presente all’Ater delle problematiche delle palazzine, come ad esempio il funzionamento 24 ore su 24 di 120 faretti della luce: per gli inquilini un vero spreco. «Ho scritto all’Ater per avere la documentazione utile a sapere a che titolo queste famiglie sono qui, su quale contratto si fonda questo rapporto, che obbligazioni hanno queste persone che Proseguono a ricevere solleciti di pagamento senza sapere che consumi gli vengono contestati», ha aggiunto Sarchese, «ad oggi delle carte che ho richiesto non mi è stato dato nulla. Noi siamo più che disponibili a trovare delle soluzioni, ma è chiaro che queste persone non possono restare qui a queste condizioni se devono sostenere spese oggettivamente fuori dalle loro possibilità. Oggi faccio da qui un appello all’Ater, perché quando scrivo non ottengo risposta, affinché dia un riscontro», ha concluso Sarchese.
«Qui ci sono famiglie composte soprattutto da persone anziane, che vivono con pensioni modeste e per le quali è impossibile far fronte a spese condominiali da migliaia di euro», ha aggiunto l’assessora Ciammariconi. Il consigliere Taglieri ha ricordato come il problema sia a monte, nell’acquisto da parte della Regione di quel complesso e nei requisiti del bando: «Si tratta di edifici energivori che non possono essere gestiti e mantenuti da pensionati: chi ha commesso questi errori, vale a dire la Regione, deve ora riparare e assumersi la responsabilità», ha detto. Il sindaco D’Alberto ha aggiunto che «va chiarita l’abitabilità effettiva, servono certezze sui costi e i consumi che vengono addebitati agli inquilini».
Tra gli inquilini regna una evidente stanchezza per una situazione che, oltre alle spese condominiali, è difficile anche dentro i singoli appartamenti. In alcuni non funziona l’impianto di riscaldamento, molti non hanno tapparelle alle finestre, i citofoni non funzionano e tutto intorno vi è un’area di cantiere, con tutti i disagi che questo comporta.
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L’articolo Sfollati Ater costretti a pagare 4mila euro di spese condominiali – Teramo
www.ilcentro.it è stato pubblicato il 2023-10-07 03:31:00 da

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