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La crisi dell’abitare è sempre più evidente e sentita. I dati del ministero dell’Interno confermano le più nefaste previsioni sull’andamento degli sfratti eseguiti nel 2022 alla Spezia: lo scorso anno sono state presentate agli ufficiali giudiziari 357 richieste di esecuzione di sfratto, con un aumento del 100 % rispetto all’anno precedente, e ne sono state eseguite 170, con un aumento di circa il 300 % rispetto al 2021.
E che la crescita del disagio abitativo sia sempre più verticale lo dimostra l’andamento degli ultimi tre anni: nel 2020 sia le richieste che le esecuzioni di sfratto erano meno della metà del 2021, rispettivamente 73 contro 178 e 22 contro 54. Numeri lontanissimi da quelli del 2022 e anche da quelli attuali, visto che al momento risultato 378 richieste di sfratto in esecuzione.
Secondo Franco Bravo, segretario regionale Sunia, “servirebbe un patrimonio pubblico più ampio per poter dare risposta a tutte queste famiglie, invece abbiamo molti edifici di edilizia residenziale pubblica con tetti colabrodo, facciate che sono spugne e ascensori rotti. Il patrimonio è vecchio: occorrono manutenzioni che non si stanno facendo”. “Nel 2011 – prosegue Bravo – vennero presentate 1.848 domande per l’alloggio popolare e a oggi sono state evase 463 richieste. La media è di 42 alloggi all’anno: per assegnarli tutti si andrebbe a finire nel 2055. Nel mentre è stato emesso un nuovo bando, che ha registrato 2.418 domande. Arte stima di poterne assegnare 70 all’anno. Si andrebbe comunque al 2070… Ma a coronare il tutto c’è il fatto che in provincia abbiamo 350 alloggi sfitti”.
La problematica è diffusa: in seguito alle difficoltà economiche e allo sfratto per morosità le famiglie si mettono alla ricerca di abitazioni in affitto, ma non ne trovano. Da un lato ci sono frequentemente condizioni di lavoro e reddituali non ideali, dall’altro il fatto che le abitazioni disponibili si sono notevolmente ridotte perché moltissimi appartamenti si sono trasformati in strutture turistiche extralberghiere.
“Non si può rimanere a guardare. Arte e Comune – prosegue Bravo insieme a Luca Comiti, segretario generale della Cgil spezzina – parlano ogni volta che si entra in argomenti di milioni di euro da investire, ma poi non cambia mai niente. Bisogno di dare una scossa alla politica ed è necessario che di questo si occupi anche il Parlamento. Lo stato in cui ci troviamo è frutto della totale assenza di politiche di sostegno alla locazione e allo stato di abbandono in cui sono state lasciate le famiglie dal 2020 in poi. La pandemia e le catastrofi socio-economiche che si sono succedute sono state completamente ignorate dai Governi di questi anni, con la colpevole aggravante del Governo Meloni della cancellazione del Fondo di sostegno all’affitto e del Fondo per morosità incolpevole”.
Per questo Sunia e Cgil invitano i cittadini e i rappresentanti istituzionali, i sindaci, il presidente di Regione e gli assessori regionali e comunali a firmare una petizione popolare da inviare alla presidenza del Senato e della Camera dei deputati per accelerare e dare forza alla richiesta di un piano casa che consenta la costruzione, il recupero e l’acquisto sul mercato privato di centinaia di alloggi da destinare all’affitto di coloro che hanno presentato domanda e che diversamente rischiano di attendere invano una casa popolare. Nel documento inoltre si chiede anche una normativa che dia ai Comuni il potere di programmazione del territorio in materia di affitti brevi, contro lo spopolamento dei centri urbani come sta avvenendo in modo incontrollato alla Spezia e nei borghi turistici della provincia.
Sunia e Cgil ritengono inoltre che il 2023 potrà essere un anno ancora peggiore perché si vedranno gli effetti dell’eliminazione dei sussidi tra cui il Reddito di cittadinanza che interveniva anche a supporto del contributo all’affitto. Per questo i due sindacati sostengono che “non serve solo il ripristino dei fondi tagliati dal Governo, ma serve un rifinanziamento almeno tre volte superiore a quello del 2022 che aveva coperto a livello nazionale molto parzialmente il reale fabbisogno. C’è soprattutto bisogno di un nuovo piano casa capace di rispondere progressivamente ad una domanda che chiede affitti sostenibili e che nella nostra provincia riguarda almeno 3.000 famiglie di cui almeno 2.000 nel solo Comune capoluogo”.
Un tema, quello degli affitti, che sarà inserito nella piattaforma sindacale con cui Cgil scenderà in piazza il 17 novembre prossimo insieme alla Uil per protestare contro i contenuti della Manovra.
“Il fatto – conclude Comiti – è che ormai chi affitta pesa elettoralmente di più di chi è in cerca di una casa. Qualcuno si è mai domandato dove vivono i lavoratori del mondo della nautica e del tanto decantato Miglio blu? Perché non se ne occupa nessuno?”.
Infine Bravo, sulla contrarietà del sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini rispetto all’ipotesi di porre un limite ai posti letto turistici, come è stato fatto nella provincia di Bolzano: “Stimo il sindaco perché è una persona che sa cambiare opinione. Quando era segretario della Cisl avevamo firmato insieme alle altre sigle confederali e di categoria il ricorso contro la decisione di imporre il criterio dei 10 o 20 anni di residenza nei bandi per gli alloggi popolari dei Comuni di Ortonovo e Porto Venere, amministrati dal centrosinistra. Ma abbiamo visto che da sindaco ha lanciato un bando che contiene un criterio del tutto simile, definito incostituzionale dalla Corte. Spero possa cambiare opinione anche riguardo al tetto massimo di posti letto turistici… Anche a Venezia e Firenze sono state adottate norme in questo senso. Stiamo invocando una legge nazionale che permetta ai Comuni di programmare davvero: se il numero delle farmacie è contingentato, perché lo possono essere anche i numeri del turismo?”.
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www.cittadellaspezia.com è stato pubblicato il 2023-11-10 09:37:56 da

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