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Edoardo (nome di fantasia) è in pensione ed è solo. Vive a Parma, ama la vita e, forse ancora più, ama le slot machine. Passa il suo tempo nelle sale, gioca. Tanto. E perde. Perde tutta la pensione. Dall’Ufficio Postale alle ‘macchinette’, il percorso è breve. E breve è il tempo in cui Edoardo si sente ‘vivo’. Giusto quando gioca. Gioca troppo, Edoardo. Tutta la pensione. A tal punto da rimanere senza soldi già dopo una settimana. È più forte di lui. Oggi Edoardo è in carico ai Servizi dell’Ausl. Lo deve anche a loro se è ancora vivo: è arrivato fino alla soglia della povertà, poi ha pensato diverse volte di togliersi la vita. Aveva pensato di risolvere così il suo problema, un problema che è comune a diverse persone. In Italia, il giro d’affari nel 2021ammontava a 107,5 miliardi di euro. Nel parmense gli utenti in carico sono 1.816, un dato che risale al 2022. Combattere questa nuova ‘droga’ è complicato. Soprattutto nei pazienti anziani. “Non avvertono il pericolo, non capiscono quanto sia complicato uscirne – spiega la referente di Ausl Simonetta Gariboldi -. Un giovane ha più competenze per capire dove si sta infilando. L’anziano va a giocare perché si sente solo. Gioca alle slot machine, nei bar per sentirsi parte di una comunità. Ma ha finito per fulminarsi la pensione in una settimana”. Adesso ha intrapreso un nuovo percorso e combattono silenziosamente, ogni giorno, la guerra alla ludopatia.
www.parmatoday.it è stato pubblicato il 2024-02-23 07:30:00 da
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