“Siamo una coalizione coesa, in campagna elettorale non battibeccheremo”

“Siamo una coalizione coesa, in campagna elettorale non battibeccheremo”


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“Siamo una coalizione coesa. È vero che siamo partiti diversi ma ciò non significa che non siamo solidi nell’alleanza, è un’alleanza proprio perché siamo tutti uniti. Un minimo comun denominatore è il programma che è stato votato dagli elettori e chi ci ha portato al governo e che rispetteremo in questi cinque anni” chiarisce subito Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, oltre che segretario nazionale di Forza Italia. “Siamo insieme per governare l’Italia, le regioni, i comuni, siamo in grande sintonia. Siamo partiti diversi ma uniti da un programma con il quale ci siamo presentati agli elettori e abbiamo vinto le elezioni, e lo rispettiamo. Poi apparteniamo a famiglie europee diverse ma non ha nulla a che vedere con quel che accade nel nostro Paese. Saremo candidati con liste diverse, perché in Europa il sistema elettorale è proporzionale, ma faremo un ottimo risultato. Forza Italia continua a cercare voti nel grande partito dell’astensione. Non si illudano i nostri avversari, non sarà una campagna elettorale con battibecchi nel centrodestra” precisa ancora l’esponente azzurro.

Poi, sulla polemica a proposito di inviti declinati e mancate partecipazioni alle feste di partito da una parte all’altra dello schieramento, commentando la scelta della segretaria Elly Schlein di non partecipare alla kermesse di FdI, il vicepresidente del Consiglio spiega di essere “sempre pronto a confrontarmi con chiunque. Non vedo perché non ci si debba confrontare e andare nelle sedi di altri partiti per discutere. Se mi invitasse la Schlein a un congresso del Pd, ci andrei”. A proposito della presenza di Abascal, che ha creato qualche polemica, Tajani scandisce: “Io sono della famiglia del Partito popolare europeo”, a un evento di FI “avrei invitato leader del Ppe. FdI fa parte della famiglia dei Conservatori europei e fa bene a invitare esponenti dei Conservatori europei, è naturale. Da quando il centrodestra è nato, abbiamo un minimo comun denominatore nel nostro programma. Noi siamo coerenti con quello che siamo sempre stati. Noi siamo diversi da Lega e FdI ma siamo una coalizione coesa che governa l’Italia grazie a queste differenze. Il centrodestra ha sfumature e identità diverse ma l’importante è che ci sia una buona azione governo, mi pare che i risultati non manchino”.

 

Riforme: giustizia, manovra, proroga superbonus, Patto di stabilità

Passando ai temi all’ordine del giorno dell’agenda politica, citando le riforme del governo in cantiere, il ministro degli Esteri dice che “vogliamo che il giudice che giudica sia libero. Separiamo le carriere perché non deve essere condizionato o condizionando dal suo collega di lavoro. L’accusa deve stare sullo stesso piano della difesa, è il giudice terzo che tiene in mano la bilancia della giustizia e capisce se pesa da una parte o dall’altra”. Il titolare della Farnesina cita anche la “riforma della giustizia civile”, “una scelta nel nome della libertà: ci sono 3 milioni di cause ferme, impediscono al Paese di crescere, sono 3 punti di Pil, così si blocca l’economia”.

Sui temi economici, Tajani si dice “soddisfatto della manovra perché è il massimo di ciò che si potrebbe fare, abbiamo apportato degli aggiustamenti che avevamo chiesto su casa, pensioni, medici e dipendenti pubblici, e stiamo lavorando perché nella manovra o in altri provvedimenti, come quello sulle proroghe, ci possa essere una breve proroga per il superbonus che riguarda condomini che hanno già compiuto il 70%dei lavori. Quindi nessuna tolleranza per imbroglioni, ma per le persone oneste bisogna avere un occhio di riguardo, e permettere di concludere i lavori in dirittura d’arrivo”. Poi, a chi gli domandava se la Lega fosse d’accordo, Tajani ha risposto: “Ognuno dice quello che vuole, non mi faccio condizionare dal pensiero degli altri: le proposte di Forza Italia sono queste. Io non dico no a quello che dicono altri, mi siedo al tavolo, faccio le mie proposte. Non dobbiamo chiedere il permesso a nessuno per fare proposte. Non ho nessun complesso inferiorità ma – ha concluso Tajani – neanche complessi di superiorità”.

Volgendo lo sguardo all’Europa, il vicepremier ed esponente di Forza Italia chiarisce che “se la Bce abbasserà finalmente i tassi, come chiediamo da mesi, anche questo potrebbe influire sul raggiungimento dell’accordo per il Patto di stabilità. Siccome non c’è fretta, noi riteniamo che si debba anche affrontare tutta la questione macroeconomica della politica finanziaria europea, guardando anche a tutti gli altri aspetti, penso all’armonizzazione fiscale, all’Unione bancaria e al mercato dei capitali”.

E prosegue: “Noi il Patto di stabilità e crescita vogliamo che ci sia ma non lo vogliamo come un Patto che sia non di crescita e penalizzante per l’Italia, un Patto che non possiamo rispettare”, “È una questione di credibilità, vogliamo un Patto che tenga conto delle spese per l’Ucraina, per gli impegni europei come il green deal. Se si è europeisti – ha continuato il vicepremier – bisogna guardare a tutto insieme, lo dico anche alle forze politiche italiane: mi auguro che tutti quanti si impegnino per raggiungere questi obiettivi, perché in Europa non si può fare una scelta alla carta. La soluzione deve essere di mediazione, se siamo veramente europeisti dobbiamo avere una politica macroeconomica europea”.

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www.rainews.it è stato pubblicato il 2023-12-17 16:59:00 da


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