[ad_1]
Albenga. Nella formulazione di strategie per contrastare gli effetti della siccità, fenomeno persistente in Italia negli ultimi anni e che nell’estate scorsa ha colpito anche il savonese, l’installazione di invasi sembra essere la soluzione più applicata.
Meno frequente, invece, l’utilizzo delle acque di falda che, stando alle ultime analisi degli esperti, sono meno suscettibili all’evaporazione dettata dalle alte temperature e conferiscono un vantaggio collaterale grazie al passaggio attraverso le rocce, che rende l’acqua qualitativamente migliore rispetto a quella raccolta grazie agli invasi.
“Un utilizzo consapevole dell’acqua in agricoltura è fondamentale, in quanto è uno dei principali settori produttivi responsabili del consumo di acqua dolce. Serve, dunque, integrare sistemi innovativi che efficientano l’utilizzo dell’acqua con interventi di raccolta delle acque piovane e di ricarico delle falde” evidenzia il Cersaa di Albenga.
Sul tema, in merito alle emergenze idriche degli ultimi tempi, la stessa Cia Savona aveva chiesto alla Regione, nell’ambito dei possibili finanziamenti su nuove infrastrutturazioni.
L’associazione agricola ha proposto una serie di interventi congiunti per assicurare l’approvigionamento idrico nei periodi di maggior difficoltà: sviluppare una politica dei piccoli invasi con finalità molteplici, fermo restando la gestione sul fronte dell’alimentazione delle falde; operare per una gestione coordinata dei Consorzi Irrigui esistenti, fornendo loro supporto e assistenza, attraverso l’ipotesi di una struttura di secondo grado che possa programmare e ottimizzare gli interventi, intercettare risorse finalizzate all’ammodernamento e al potenziamento della rete esistente; procedere concretamente con lo studio finalizzato al riutilizzo delle acque depurate e alla loro redistribuzione.
[ad_2]
Source link

0 Comments