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“Noi viviamo nel presente, siamo pronti ad andare nel futuro che vogliamo costruire qui ed ora. Sotto il segno del porto”. Nella relazione ufficiale proposta alla platea dell’auditorium di Via del Molo, Mario Sommariva, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale della Spezia e Marina di Carrara, traccia la linea da seguire nell’ambito del convegno di questa mattina davanti a istituzioni civili e militari e ai tanti differenti portatori d’interesse presenti. “Il porto deve essere vissuto come una costellazione positiva per il territorio. Il porto ha bisogno del territorio, il territorio del porto. Faccio una premessa a beneficio dei diversi amici arrivati da Carrara: chi vive a Marina di Carrara sa quanto stiamo lavorando per lo sviluppo dello scalo, i risultati sono straordinari con una triplicazione dei traffici. Faremo dei convegni anche là per spiegare il senso dell’avanzamento”. Fatta la premessa, Sommariva inquadra il suo intervento all’interno di una necessaria contestualizzazione storica. E’ il momento che stiamo vivendo ad imporlo: “Oggi viviamo in un’epoca di profonda incertezza, gravi tensioni geopolitiche dominano la scena, è tornato il protezionismo. Cresce un mondo ostile all’Occidente, al dollaro, un mondo policentrico e tuttavia senza un centro”. Cita anche uno dei versi più noti della più famosa delle canzoni del compianto Battiato, parla anche di guerre e di clima, il numero uno dell’Authority: “E’ un mondo in cui 4000 bambini palestinesi sono stati ammazzati in dieci giorni, penso sia un tema anche nostro. Il nostro mondo è anche segnato dal mutamento climatico. La torta dei traffici mondiali si va restringendo, un fatto confermato dal calo dei noli marittimi, caduti in picchiata. E’ un cambiamento di scenario, considerando anche l’aspetto dell’interdipendenza fra le economie del mondo”.
Archiviato il contesto preliminare, Sommariva inizia a parlare della situazione in essere: “Nonostante sia un momento difficile il porto si rimbocca le maniche e va avanti con nuove idee e nuovi progetti. La parola resilienza diventerà sempre più la cifra della nostra quotidianità. Siamo dentro ad un quadrante geografico che è fondamentale per l’economia del nostro Paese: fra i porti di Livorno e Genova-Savona transita più del 60% del traffico nazionale. L’invito è non guardare sempre al passato ma passare le difficoltà del presente. Non abbiamo nessuna intenzione di recitare la parte del vaso di coccio fra due vasi di ferro (Genova e Livorno) perché di coccio proprio non siamo: abbiamo un futuro, delle potenzialità, dei talenti. Sì, perché la Spezia rispetto al suo bacino di riferimento ha una funzione economica non sostituibile”. A questo proposito l’Adsp del Mar Ligure Orientale ha commissionato uno studio sull’impatto, che fornisce numeri significativi: “Parliamo di 1,8 miliardi di provenienza diretta, 1,3 miliardi dall’indiretto e 1,5 dall’indotto. Marina di Carrara arriva a 1 miliardo, l’intero sistema cuba a 6 miliardi. Quasi 28mila occupati sono coinvolte nel processo produttivo senza dimenticare altre 5mila persone a Carrara: non mi pare che siano tanti settori capaci di creare questo valore. Il nostro progetto si basa su due elementi: metodo della collaborazione istituzionale e patrimonio. Siamo la capitale della blue economy, il Golfo nel suo complesso è la capitale. Siamo anche un porto militare e non si può porre il tema dell’arretramento delle proprie posizioni. Si pone invece un percorso possibile di riorganizzazione visto che non siamo nel 1861 ma nel 2023. E il recupero di quella porzione di Calata Paita è un fatto concreto, non è vero che non è nulla”.

Ineludibile un passaggio sul Prp: “Mi rivolgo a Lsct in particolare, serve una rapida liberazione di Calata Paita: a breve firmeremo il contratto per il nuovo molo passeggeri. Questo vuol dire che si fa, che non è solo progetto. E si farà il waterfront, per il quale Regione Liguria ha garantito un impegno finanziario. Per questo è significativo il recupero di quei 5mila metri quadrati che sono un approdo concreto e possibile. A breve acquisiremo la casa della formazione poco lontano da dove siamo e la trasformeremo in una sede per la formazione relativa ai mestieri portuali. Siamo il porto della digitalizzazione e vogliamo essere il porto dell’autotrasporto che deve integrarsi all’esistente”. Sommariva elenca le diverse vocazioni a partire da uno dei fiori all’occhiello dello scalo spezzino: “Siamo il porto dell’eccellenza ferroviaria (34% delle merci su rotaie contro la media dell’8% italiana), secondi solo a Trieste in un contesto geografico diverso. Sapendo che ci sono tanti problemi vogliamo continuare ad esserlo. Siamo il porto dei retroporti. Io mi sono sconfitto per il progetto truck loading perché quel progetto contiene in sé il primo tratto di riqualificazione della baia di Panigaglia. Questo progetto contiene la possibilità che domani a Panigaglia possa esistere un sito di fornitura di gas alle navi non più con una bettolina ma con una fornitura diretta dall’impianto. Perché io, come presidente del porto, mi devo preoccupare che le navi possano fare fornitura, ovviamente in sicurezza. Siamo anche il porto della mitigazione ambientale, abbiamo una trentina di milioni di euro investiti in questo importantissimo settore. Tutto questo è possibile attraverso la collaborazione istituzionale e alle sinergie pubblico-privato. Serve un soggetto pubblico dinamico, che regola, che vigilia ma che stimola là dove il privato non può arrivare”. Attenzione infine al tema di autonomia differenziata, argomento molto caro al presidente Toti e al vice-ministro Rixi sul quale Sommariva avanza dubbi: “Se si arrivasse a collocare i porti come esclusiva competenza delle regioni, si arriverebbe allo sconquasso del sistema. Qualcosa che eviterei di fare, insomma, mentre fra le cose che farei subito la necessità di dare una maggiore dinamicità alle Adsp. Il sistema ha bisogno di poter sostenere l’intermodalità, compresa, per fare un esempio, le manovra dell’ultimo miglio”.

L’altra voce ufficiale del porto non poteva che essere Federica Montaresi, segretario generale dell’ente di Via del Molo. nell’ottica di un progetto di rilancio dei traffici e del suo ruolo a livello nazionale e internazionale. “Il rilancio del nostro porto? Transita attraverso quello che potrebbe essere chiamato il progetto “La Spezia 5.0”, un rilancio in grande stile della formula logistica vincente che da sempre ha caratterizzato La Spezia, di coordinamento fra porto, ferrovia, retroporto, insieme a digitalizzazione avanzata al punto da essere diventata un brevetto (unico caso in Italia), semplificazione doganale, approccio innovativo ai servizi, tra cui la recente implementazione di un servizio shuttle camionistico fra porto e retroporto”, a cui si aggiunge oggi il fattore “colibrì”, ossia ognuno, anche nel suo piccolo, sa che dovrà fare la sua parte.
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www.cittadellaspezia.com è stato pubblicato il 2023-11-10 15:41:40 da

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