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Fiorentina-Empoli 0-2
RETI: 21′ pt Caputo, 36′ st Gyasi.
FIORENTINA (4-2-3-1): Terracciano 6.5; Kayode 5.5, Milenkovic 5, Martinez Quarta 5, Parisi 5.5; Arthur 5 (37′ st Kouame sv), Duncan 5.5 (27′ st Mandragora sv); Nico Gonzalez 5.5, Bonaventura 5.5, Brekalo 5 (1’st Sottil 5); Nzola 4.5 (27′ st Beltran sv). In panchina: Martinelli, Christensen, Dalle Mura, Comuzzo, Ranieri, Barak, Ikonè, Infantino. Allenatore: Italiano 5
EMPOLI (4-3-3): Berisha 6.5; Ebuehi 6, Walukiewicz 6.5, Luperto 7, Cacace 6 (38’st Bastoni sv); Marin 6 (21′ st Fazzini 6), Grassi 6.5, Maleh 7; Cambiaghi 6.5 (38′ st Baldanzi sv.), Caputo 7 (21′ st Destro 5.5), Cancellieri 6.5 (32′ st Gyasi 6.5). In panchina: Perisan, Caprile, Guarino, Bereszynski, Ranocchia, Maldini. Allenatore: Andreazzoli 7
ARBITRO: Dionisi de L’Aquila 5.5
NOTE: spettatori 29105, incasso 554497 euro. Ammoniti: Beltran, Walukiewicz, Cancellieri. Angoli 14-3 per la Fiorentina. Recupero: 3′; 6′.
La Fiorentina non è riuscita a dare continuità all’importante vittoria di Napoli prima della sosta che l’aveva proiettata al terzo posto al pari della Juventus: nel derby toscano la squadra di Italiano finisce ko per mano di un Empoli che ha meritato di portarsi a casa i tre punti. La squadra azzurra, finora un solo segnato e un solo successo in campionato, ne ha realizzati due nella sfida più sentita dai propri tifosi: Caputo nel primo tempo, Gyasi a fine ripresa. Nel mezzo una Fiorentina apparsa la controfigura della squadra arrembante e solida di questa prima parte di stagione: confusa, disunita, svagata dietro, mai incisiva in attacco. Italiano ha confermato i giocatori schierati a Napoli prima della sosta fatta eccezione per Nico Gonzalez che al ‘Maradonà cominciò in panchina salvo subentrare nella ripresa e realizzare nel recupero il terzo gol viola. L’argentino è partito a destra con Bonaventura sulla trequarti e Brekalo a sinistra, prima punta Nzola. Quanto alla mediana spazio a Arthur e Duncan mentre in difesa sono stati schierati al centro Milenkovic e Quarta e terzini il baby Kayode e l’ex di turno Parisi. Andreazzoli ha escluso dagli 11 l’acciaccato Baldanzi affidandosi in avanti al tridente Cambiaghi-Caputo-Cancellieri e a centrocampo a Marin, Grassi e all’ex Maleh. Dietro fiducia a Ebuehi, Walukiewicz e Luperto. Il derby toscano si è acceso subito, con la Fiorentina che ha iniziato a spingere e l’Empoli che cercava di rispondere con qualche veloce ripartenza: la prima occasione è stata dei viola con Nico Gonzalez che di testa ha costretto Berisha ad una grande parata. Il portiere si è fatto trovare pronto poco dopo su una rasoiata di Duncan. Partita piacevole, giocata a buoni ritmi e senza troppi tatticismi anche per merito della squadra di Andreazzoli. E infatti appena ha avuto la possibilità l’ha sfruttata approfittando di una svagatezza difensiva di Milenkovic e compagni: preciso l’assist di Grassi, puntuale la zampata di Caputo che ha eluso l’intervento di Terracciano. Il vantaggio ha caricato ancor più un Empoli fino ad allora ordinato, lucido, arrembante mentre la Fiorentina appariva in totale confusione: il finale di tempo la vedeva attaccare in maniera costante ma imprecisa esponendosi a più di un rischio. Tanto che nel primo minuto Caputo ha segnato di nuovo: l’arbitro ha convalidato ma il Var ha annullato ravvisando un tocco di braccio. La ripresa ha visto i viola, con Sottil al posto di Brekalo, attaccare a testa bassa ma senza trovare sbocchi nell’intasata area avversaria: un tiro dello stesso Sottil, un paio di tentativi di Bonaventura, una spinta costante ma confusa mentre l’Empoli si difendeva compatto, arroccato in area. A metà del secondo tempo Andreazzoli ha inserito Destro per Caputo, Italiano ha tentato la carta Beltran per l’impalpabile Nzola. I viola invocavano un rigore per un mani di Luperto ma l’arbitro lasciava correre. E correva pure l’Empoli in contropiede riuscendo a sfondare di nuovo la tenera difesa di casa col neo entrato Gyasi e facendo esplodere di gioia i mille sostenitori al seguito. La notte del possibile salto definitivo per la Fiorentina si è rivelata un incubo.
Udinese-Lecce 1-1
RETI: 4′ st Thauvin (rig.), 38′ st Piccoli.
UDINESE (3-5-2): Silvestri 6; Perez 5.5, Bijol 6, Kabasele 5; Ferreira 5 (1′ st Ebosele 6.5), Samardzic 5.5, Walace 6, Pereyra 6.5 (31′ st Payero 6), Kamara 6 (47′ st Zemura sv); Thauvin 7, Success 5 (31′ st Lucca 5.5). In panchina: Okoye, Padelli, Guessand, Tikvic, Camara, Zarraga, Quina, Pafundi, Ake. Allenatore: Sottil 5.5.
LECCE (4-3-3): Falcone 6; Gendrey 5, Baschirotto 6.5, Pongracic 6, Gallo 5.5 (22′ st Dorgu 6); Oudin 6 (22′ st Banda 6), Ramadani 6.5, Kaba 5.5 (35′ st Gonzalez sv); Almqvist 5.5, Krstovic 6 (32′ st Piccoli 7), Strefezza 6.5 (32′ st Sansone 6.5). In panchina: Samooja, Brancolini, Smajlovic, Venuti, Faticanti, Touba, Rafia, Corfitzen, Listkowski, Berisha. Allenatore: D’Aversa 6.
ARBITRO: Tremolada di Monza 5.5.
NOTE: serata serena, campo in buone condizioni. Ammoniti: Kabasele, Ramadani, Pongracic, Baschirotto, Thauvin, Gendrey, Ebosele. Angoli: 2-7. Recupero: 2′, 5’+1.
L’Udinese continua a non vincere, il Lecce, da parte sua, porta a casa un altro risultato positivo. Termina 1-1 il posticipo della nona giornata di Serie A. In Friuli succede tutto nel secondo tempo: all’iniziale vantaggio su rigore di Thauvin, risponde nel finale la rete di Piccoli. In generale, una partita dall’intensità bassa, in cui l’Udinese non trova la prima vittoria stagionale, nonostante un discreto secondo tempo. Per quanto riguarda le formazioni, Sottil deve rinunciare a Lovric, in tribuna a causa di un problema fisico; dall’altra parte, D’Aversa riconferma l’ormai consolidato undici titolare e recupera Banda per la panchina.
Il primo tempo non passerà di certo agli annali sotto il profilo della bellezza: entrambe le squadre giocano con un ritmo basso, commettendo diversi errori tecnici. In particolare, l’Udinese sembra avvertire il peso di una classifica estremamente deficitaria: i friulani mettono in luce una manovra spesso frenetica e incapace di sfruttare le corsie laterali.
Nonostante le evidenti difficoltà, i padroni di casa riescono ad arrivare più volte alla conclusione, impegnando Falcone con Success e Kamara. L’occasione più nitida è un tiro da fuori di Thauvin al 19′. Nei primi 45′ meglio il Lecce, vicino al vantaggio al 21′ grazie a Strefezza, autore di un insidioso destro a giro dal limite dell’area. I salentini attaccano da sinistra, sfruttando l’estro di Strefezza e appaiono tatticamente più ordinati. Nella ripresa Sottil inserisce subito Ebosele e l’ingresso dell’esterno irlandese si rivela subito decisivo. Proprio una sgroppata sulla destra del numero 2 genera una mischia in area, da cui l’Udinese ne esce conquistando un calcio di rigore. Dal dischetto si presenta Thauvin che realizza il suo primo gol in Serie A e porta l’Udinese in vantaggio. Dopo il gol l’Udinese lascia il pallino del gioco al Lecce, preferendo ripartire in contropiede. D’Aversa inserisce anche Banda e passa al 4-2-3-1 nel tentativo di riacciuffare il risultato: sono, però, i successivi subentri di Sansone e Piccoli a dare una nuova svolta alla partita. Al 83′ Sansone dalla trequarti di destra alza la testa e serve Piccoli: l’ex Atalanta allunga la gamba e beffa Falcone, segnando il gol dell’1-1. Nel finale l’Udinese si riversa in avanti alla disperata ricerca del vantaggio, esponendosi ai contropiedi degli ospiti. Un pareggio che serve molto poco all’Udinese, ancora a secco di vittorie in Serie A e in piena crisi; il Lecce, invece, si porta a casa un buon punto, arrivato grazie ad una buona reazione di squadra.
gazzettadelsud.it è stato pubblicato il 2023-10-23 23:16:59 da

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