Spreco alimentare, i “comportamenti virtuosi” nel savonese: dalle “doggy bag” nelle scuole alla distribuzione di cibi in scadenza ai bisognosi

Spreco alimentare, i “comportamenti virtuosi” nel savonese: dalle “doggy bag” nelle scuole alla distribuzione di cibi in scadenza ai bisognosi


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Savona. Lo scorso 5 febbraio ricorreva l’undicesima “Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare“, una ricorrenza istituita dalla Campagna Spreco Zero di Last Minute Market con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente che si propone di promuovere azioni e comportamenti virtuosi al fine di raggiungere gli Obiettivi di Sostenibilità fissati dall’Agenda delle Nazioni Unite, in particolare il 12.3 e cioè “dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030”.

L’edizione di quest’anno era focalizzata sulla necessità di moltiplicare le buone pratiche quotidiane, e a ogni livello (cittadini, enti pubblici, imprese, associazioni, scuole) per arrivare insieme alla mèta. A partire dalla prevenzione e riduzione dello spreco alimentare nelle case, nella filiera di produzione, distribuzione e commercio del cibo, nella ristorazione, nelle mense, nei comportamenti e nelle abitudini di acquisto, gestione e conservazione degli alimenti: consapevoli delle strette implicazioni fra spreco alimentare e impatto ambientale.

Se da un lato evitare lo spreco di cibo è una pratica che può sembrare quasi d’antan e che ricorda molto l’usanza “dei nonni” di preparare piatti a base di avanzi per evitare di gettare via ciò che è “ancora buono”, d’altro canto negli ultimi anni Enti pubblici, attività commerciali, scuole, associazioni di volontariato e altre realtà del territorio impegnate in ambito sociale sembrano aver recepito i dettami della Giornata e quindi dell’Agenda Onu introducendo iniziative che non solo hanno l’obiettivo di salvare quanti più alimenti possibile, ma anche aiutare chi non ha la possibilità di acquistare a sufficienza alimenti per il proprio sostentamento.

In questi giorni la nostra redazione ha fatto un piccolo “viaggio” nei maggiori comuni della provincia per capire come vengono attuate le linee guida della “Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare” e, in generale, quale sia il contributo dato dagli attori locali al contrasto dello spreso alimentare

SAVONA

Nelle scuole di Savona sono state consegnate ai bambini delle prime le “Food Bag” per ridurre lo spreco alimentare. La borsa termica può essere usata per riporre e portare a casa pane, frutta o alimenti confezionati a lunga conservazione non consumati durante il pasto in mensa.

“L’obiettivo è quello di evitare lo spreco e fare in modo che gli alimenti non finiscano nei rifiuti. La lotta allo spreco e il recupero delle eccedenze sono misure da trasmettere con cura e attenzione ai nostri bambini fin da subito e su questo l’amministrazione vuole essere al fianco delle famiglie”, ha commentato l’assessore alle politiche educative Elisa Di Padova.

Gli alimenti che i bambini non mettono nella “Food Bag”, vengono ritirati dalla Caritas. Infatti, dal 2021 con il progetto “Non c’è cibo da perdere” con il supporto della Fondazione Comunità Servizi onlus, diversi alimenti non distribuiti vengono dati a chi ne ha bisogno. Nel 2023 la Caritas ha ricevuto oltre 2400 panini e 3200 frutti. Invece, il cibo sfuso, per motivi igienici, viene dato a Enpa.

Inoltre, l’amministrazione comunale di Savona ha promosso un progetto di educazione alimentare con gli studenti delle classi terze e quarte.

ALBENGA

Sul territorio di Albenga esistono molte realtà (con le quali il Comune collabora) che si occupano di razioni di solidarietà sociale rapportandosi con diverse attività, negozi e supermercati che donano cibo in scadenza. In particolare, oltre alla Caritas, molto attiva sul territorio, è presente il tavolo dell’emergenza, che distribuisce pacchi elementari collaborando in maniera molto attiva con i servizi sociali comunali.

Il “Tavolo del Cuore” raccoglie alimenti da vari negozi e grossisti per preparare pasti completi (primo, secondo, contorno, dolce e frutta) per circa 40 persone al giorno. Ogni beneficiario riceve anche un sacchetto di spesa con diversi alimenti. Inoltre, distribuiscono cibo alle famiglie bisognose nella zona.

A San Bernardino, due volte alla settimana, vengono distribuiti alimenti in scadenza ottenuti da supermercati locali. Tutte queste organizzazioni collaborano tra loro: ad esempio, il “Tavolo del Cuore” si rifornisce da numerosi negozi e, una volta preparato il pasto giornaliero per i suoi utenti, condivide le rimanenze con altre associazioni, come il “Tavolo dell’Emergenza”, che a loro volta le distribuiscono.

LOANO

Nei prossimi giorni la ditta Dussmann, attuale gestore del servizio di refezione scolastica per le scuole di Loano, distribuirà a tutti gli alunni delle scuole primarie delle sacche colorate che ogni bimbo potrà utilizzare come “doggy bag” per recuperare e portare a casa il pane, la frutta o lo yogurt non consumati in mensa.

L’iniziativa rientra nell’ambito del più generale “Piano per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione” volto, tra l’altro, a ridurre l’utilizzo di plastica e a controllare la gestione degli scarti e dei rifiuti nelle mense scolastiche. Nell’ambito dello stessa iniziativa le mense scolastiche di Loano hanno adottato da tempo l’uso di stoviglie riutilizzabili ed il consumo di acqua microfiltrata.

VALBORMIDA

In Val Bormida, come spiegano le dirigenti scolastiche dei tre istituti comprensivi (Cairo, Carcare e Millesimo), a cui fanno capo le scuole dell’obbligo degli altri Comuni più piccoli, non esistono per ora progetti dedicati, ma da tempo si educa a combattere lo spreco. Lo si fa con piccoli accorgimenti, distribuendo ad esempio la frutta avanzata ai piccoli utenti della mensa che possono portarla a casa, oppure dividerla in classe per la merenda. Semplici gesti che rientrano nei vari percorsi di educazione civica e buon senso.

VARAZZE

“La nostra amministrazione è attenta a questo aspetto e assolutamente contrasta lo spreco alimentare – afferma il sindaco Luigi Pierfederici – Il cibo che non viene distribuito a scuola viene dato, proprio tramite la ditta che gestisce la mensa, ai frati Domenicani che si occupano di distribuirlo a chi è in difficoltà“.

*hanno collaborato Giulia Magnaldi, Daniele Strizioli, Enrica Bertone e Paola Gavarone



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