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ANCONA – Era andato a prendere il figlio a casa della ex moglie ma una discussione scoppiata con i parenti di lei era finita a botte. A prenderle era stato il padre del bambino che si era poi rivolto ai carabinieri per denunciare l’aggressione. Dopo pochi giorni si è ritrovato indagato per stalking. L’uomo, 39 anni, ha dovuto subire un processo ma un testimone chiave della difesa, rappresentata dagli avvocati Alessandro Calogiuri e Michele Magistrelli, ha portato a smontare le accuse e l’imputato ieri è stato assolto dalla giudice Maria Elena Cola «perché il fatto non sussiste». La fine di un incubo per lui, già assolto in precedenza anche da un processo per maltrattamenti in famiglia in cui lo aveva trascinato sempre la ex. Stando alle accuse per gli atti persecutori, la donna, 31 anni, avrebbe subito dall’ex marito, dal 2021 al 2023, minacce e pedinamenti. Lui l’avrebbe controllata di continuo nei suoi spostamenti. La ex ha sporto denuncia alla polizia. Era fine dicembre del 2023. Per l’uomo fu emesso un divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico. La denuncia di lei era arrivata dopo che il 39enne, la sera del 22 dicembre 2023, era andato sotto casa della donna a Vallemiano per prendere il bambino che avevano in comune. Toccava a lui quel giorno vederlo e stare con il figlioletto. In strada però è scoppiato un litigio con i parenti della ex moglie e l’imputato sarebbe stato picchiato. Una passante si era accorta del pestaggio e aveva chiamato in diretta il 112 passando poi il cellulare al 39enne per chiedere aiuto. Quella chiamata è stata usata dalla difesa per dimostrare che c’era stata una aggressione.

Sulle accuse di stalking non è stato trovato riscontro. «Finalmente dopo sei lunghi anni giustizia è stata fatta per la seconda volta – ha detto il 39enne a verdetto emesso -. Dopo un’assoluzione per maltrattamenti è arrivata anche l’assoluzione dal reato di stalking nei confronti della mia ex compagna. Dopo sei lunghi anni vedo la luce in fondo al tunnel e adesso voglio solo stare vicino a mio figlio che, per colpa di questi processi, mi è stato impedito di vederlo per parecchi mesi. Ringrazio tutti coloro che mi sono stati vicini e che hanno creduto nella mia innocenza, sopratutto i miei avvocati». Per la difesa l’istruttoria ha permesso di dimostrare l’insussistenza delle accuse. «All’esito del processo si è accertata l’insussistenza del reato come sin dal principio delle indagini – hanno sostenuto gli avvocati Calogiuri e Magistrelli -. L’istruttoria ha infatti permesso di accertare la totale insussistenza delle accuse a carico dell’imputato che, contrariamente alle accuse, ha sempre collaborato per la cura del figlio minore anche con i servizi sociali per la miglior cura del bambino».
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2024-11-28 08:44:21 da

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