[ad_1]
L’analisi dell’Osservatorio uBroker
VERCELLI (03.10.2023 – 21.32) – Siamo finalmente arrivati alla fine? Oppure è solo l’inizio? Partendo da queste domande l’Osservatorio uBroker per l’energia ha preso i dati del trimestre appena conclusosi e ha confermato la drammatica previsione fatta a inizio estate per il IV trimestre. Prima di scendere nel dettaglio della ricerca è bene, però, soffermarsi sulla salute macro-economica dei Paesi dell’Unione Europea e dell’Italia. Infatti, se quello previsto atmosfericamente sarà un inverno mite, non è lo stesso per l’economia e il settore energetico. La stagione autunno-inverno alle porte si prospetta rigida, soprattutto per il portafoglio dei consumatori.
UN PASSO INDIETRO
Dal 27 luglio 2022 la BCE ha provato in tutti i modi a raffreddare l’economia dell’Eurozona, con ben 10 rialzi consecutivi dei tassi di interesse, portandoli, in appena 14 mesi, da 0 a 4,5%. Questa politica economica restrittiva, da manuale di macroeconomia, ha dato i suoi frutti, visto che l’11 settembre la Commissione Europa ha stimato l’inflazione in rallentamento, per il 2024 dovrebbe rientrare sotto la soglia del 3%; al contempo però sono stati rivisti al ribasso anche i tassi di crescita del PIL di quasi tutti gli Stati Membri. Su tutti impressiona il dato della locomotiva tedesca, che segna un “bel” -0,4%. Dal report ne esce malconcia anche l’Italia che fa registrare un timido +0,9% per il 2023 e un +0,8% per il 2024. Insomma, la medicina funziona, ma tutto sulle spalle di cittadini e imprese, che vedono sempre più complesso ed oneroso il ricorso al credito.
Tuttavia, fortunatamente, questo ciclo potrebbe essere arrivato al capolinea. Molti analisti e i mercati (la Borsa di Milano ha chiuso il 14/9 con un +1,4%) credono infatti che questo aumento (deliberato con decisione non unanime di Francoforte) possa essere l’ultimo di questo ciclo: per il futuro le “colombe” potrebbero avere la meglio sui “falchi”.
Quindi tutto bene? Non tanto! All’orizzonte alcune questioni critiche.
La prima, il governo Meloni si appresta a varare la sua seconda Legge di Bilancio con davvero poche risorse: su un fabbisogno di circa 30 miliardi, da dividere per finanziare le operazioni su Quota 103, Ape Sociale, taglio del cuneo fiscale, riforma dell’Irpef, misure di welfare e avvio dei lavori del Ponte sullo Stretto, al momento il portafoglio è mezzo pieno (o mezzo vuoto): 4,5 miliardi saranno ricavati in deficit, 2,5 dagli extraprofitti sulle banche (misura dal futuro tutt’altro che certo), 4/8 mld dai tagli alle agevolazioni fiscali. Insomma, c’è ancora molta strada da fare.
Ma non vi sembra che manchi qualcosa? Pare che tutti gli esperti, gli economisti e perfino i politici si siano dimenticati dell’energia elettrica e del gas. Già proprio le commodities che tanto hanno contribuito al fenomeno inflattivo, sembrano essere finite nel dimenticatoio. È vero che nel 2023 i prezzi hanno subito una…
www.vercellinotizie.it è stato pubblicato il 2023-10-03 21:37:09 da Andrea Borasio
0 Comments