[ad_1]
LECCE – Saverio Sticchi Damiani fa il punto fra il presente e il futuro, esaltando il «modello Lecce». Dai risultati del campo alla visione del progetto societario, il presidente della squadra giallorossa traccia un bilancio parziale della stagione, esaltando in primo luogo la capacità della squadra e dei tifosi di reagire alle difficoltà: «Ad agosto, in un clima di grande entusiasmo, dissi che avrebbe fatto la differenza il modo in cui avremmo reagito alle sconfitte. Oggi sono contento di constatare che i nostri tifosi hanno recepito questo messaggio. In questo periodo difficile ho negli occhi dei momenti che non dimenticherò mai, penso agli applausi della curva dopo la sconfitta con la Juventus o agli esodi in trasferta contro Lazio e Genoa. C’è un popolo che fa i fatti e non le chiacchiere e in questo periodo ci ha trasmesso la forza per superare le difficoltà».
Sticchi Damiani sottolinea le difficoltà del campionato: «Questa è una delle serie A più difficili degli ultimi anni, negli ultimi tre posti dopo 23 giornate non ci sono neopromosse. È un torneo livellato verso l’alto e questo trend sembra destinato a proseguire anche nei prossimi anni». Passando alle dinamiche societarie, il presidente esalta le qualità dell’area tecnica: «In serie A vedo società che sono di proprietà di fondi internazionali, ci sono realtà che fanno capo a potenze industriali nazionali e ci sono anche società che adottano la politica dell’all-in, spendendo quello che non hanno, indebitandosi nella speranza di dare una fregatura a chi rispetta le regole. Noi miriamo a una gestione equilibrata, mi sono affidato a due professionisti come Pantaleo Corvino e Stefano Trinchera che hanno un doppio compito, raggiungere il risultato sportivo e tutelare la società dal punto di vista finanziario. Non trovo nessuno che possa svolgere questo compito meglio di loro».
Sticchi Damiani si sofferma poi sulla visione alla base della gestione societaria, un modello apprezzato dai più che sta riscuotendo sempre maggiore successo: «Quest’anno con la sola operazione di Hjulmand siamo riusciti a determinare l’equilibrio finanziario. Stiamo facendo un lavoro senza precedenti. La nostra area tecnica rischia su nomi sconosciuti, investe le risorse acquisendo giocatori e cercando di mantenere un monte ingaggi che in proporzione ai ricavi non ha precedenti in Italia. Questo significa che a fine anno basta vendere un solo giocatore per mantenere l’equilibrio, ma questa è un’abilità per pochi. Il nostro progetto può portarci lontano. È un progetto che penso possa consolidarci in serie A per molti anni e permetterci di investire sulle strutture. Ho elementi concreti per sognare tutto questo, ma so che essendo persone intelligenti dobbiamo anche pensare allo scenario peggiore, ma con questa visione del club anche la peggiore delle ipotesi non rappresenterebbe il baratro, ma solo un incidente percorso».
Non manca poi un appunto sul mercato invernale: «A gennaio non si portano nomi per ingannare la piazza. Quest’anno abbiamo alzato il livello, volevamo migliorare la qualità della rosa ma alle giuste condizioni. L’unica operazione in cui queste condizioni si sono realizzate è stata quella di Pierotti. La cessione di Strefezza non era preventivata, non avevamo necessariamente bisogno dell’introito proveniente da questa cessione. Era un giocatore che non era sicuro di essere protagonista, il suo entourage ci ha proposto un’operazione che dava al ragazzo un’opportunità contrattuale importante, con una società che poteva soddisfare anche le nostre richieste. Non fare un’operazione così significava fare un danno al club, con Strefezza ci siamo lasciati benissimo, lo ringraziamo per ciò che ha fatto».
Infine, Sticchi Damiani illustra le ultime novità sui temi del centro sportivo e del restyling dello stadio: «Siamo convinti che bisogna fare un centro sportivo. È un costo che non genera profitto ma serve ad alzare il livello delle prestazioni della squadra. Avevamo un progetto e avevamo individuato un’area, ho fatto un incontro con il sindaco e mi ha detto che con l’attuale strumento urbanistico non si può fare. Ho chiesto di indicarmi qualsiasi area nel comune dove poterlo fare ma purtroppo non c’è un’area con queste caratteristiche, motivo per cui cercheremo una soluzione fuori dal comune di Lecce. Questo sta portando un allungamento dei tempi, ma è un progetto che farò a qualsiasi costo. Rispetto al tema dei Giochi del Mediterraneo, mi è stato detto che è possibile avere ulteriore budget, così stiamo preparando un secondo progetto che aggiunge al restyling anche la copertura».
www.lagazzettadelmezzogiorno.it è stato pubblicato il 2024-02-06 11:39:23 da
0 Comments