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Al mattino di domenica il corteo seguito da una lunga festa erano ormai solo un ricordo
MODENA – Zero disordini, pochi vetri rotti, qualche imbrattamento – in buona parte sistemato di prima mattina, come pure le cartacce sparse qua e là per i prati del Parco Ferrari: non è stata la catastrofe annunciata ma una festa, in fin dei conti, di scarso impatto sulla città, con una componente di protesta minima e musica alta, molto alta, fino a mezzanotte come previsto; e alta, ma un po’ meno alta, fino alle due del mattino circa.
Per la fredda cronaca: i 5.800 del Parco Ferrari hanno fatto baldoria un paio d’ore oltre il consentito – disagio lenito dallo scatto dell’ora legale che ha consentito ai residenti di riposare un’oretta in più. Parte della comitiva si è poi spostata in via del Tirassegno, presso la sede di un’associazione, dove la festa è continuata fino alle 4.30 del mattino ma anche qui senza disagi. Le precauzioni lungo il percorso e il lavoro non-stop delle forze dell’ordine hanno fatto il resto evitando ai modenesi la temuta notte da incubo seguita da un risveglio tutto sommato normale.
Il corteo di protesta contro la legge anti rave che ha attraversato Modena è finito al parco Ferrari, dove giovani e meno giovani hanno sistemato i carri musicali intorno all’area verde e poi via, musica a tutto volume fino alle 5 del mattino, anche se dopo mezzanotte un po’ meno rombante. A ben vedere però, è stato proprio un rave, uno di quelli che il ministro Piantedosi ha voluto fortemente vietare, ma in qualche modo autorizzato questa volta, all’aperto e circondato dalle forze dell’ordine, una sorta di conclusione della festa sgombrata un anno fa Modena nord.
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