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Vogliono sgomberare Officina Pasolini. Il laboratorio di alta formazione artistica, nato nel 2014 per volontà della giunta Zingaretti e diretto da Tosca, rischia di non avere una sede stabile. Né 400 posti letto, né lo spazio in comune, un giardino.
Succede perché il Ministero degli Esteri, proprietario dell’attuale sede nell’ex Civis, ha intenzione di riprendersi lo spazio.
Studenti, studentesse ed ex, però, non ci stanno e nella serata di oggi 30 novembre hanno organizzato un’assemblea aperta per denunciare la cosa, con qualche tenda si sono piazzati pacificamente nello spazio, per lottare, ancora, contro la piena crisi abitativa e contro chi gli aveva prospettato una soluzione e promesso che sarebbero stati una priorità.

In circa cinquanta si sono radunati dentro la struttura, che ospita tra le altre cose lo storico teatro De Filippo e uno studentato abbandonato da circa 400 posti. A denunciare la situazione, insieme ai ragazzi del collettivo Flowers in powers, c’è il network Generazione, il giornale studentesco Scomodo e i sindacati studenteschi dell’Udu e di Primavera degli Studenti.
“Il Ministero è ancora in tempo a cambiare idea” dice al microfono Simone Agutoli, dell’Udu. Lo stabile era stato dato in gestione all’Opera universitaria di Roma – poi diventata Laziodisu e infine Lazio DiSCo – nel 1977, per poi venire in parte abbandonato negli anni.
È proprio nel 2014 che la giunta Zingaretti aveva deciso di assegnare il piano terra e il teatro alla neonata Officina Pasolini. Nel 2017, però, il Ministero aveva reso noto alla Regione Lazio la volontà di riacquisire lo spazio per dare spazio all’Aics, l’Agenzia per la cooperazione e lo sviluppo. Da lì l’iter che ha portato nel marzo 2022 alla delibera regionale che sancisce definitivamente il ritorno dello spazio alla Farnesina.
Nella delibera si legge che l’Officina Pasolini troverebbe casa nella palazzina gemella, costruita a fianco dell’attuale e di proprietà di Sport e salute Spa. Anche i giardini, lo spazio comune. Di certo, però, ad oggi non c’è nulla. E agli studenti dell’Officina non resta, quindi, che mobilitarsi e far sentire la propria voce. “Chiediamo a Tajani affinché si revochi la cessione” è, alla fine dell’assemblea, l’appello delle associazioni.
roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-11-30 21:24:00 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)

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