Il 17 gennaio 2025, la ministra del Turismo Daniela Santanchè è stata rinviata a giudizio dal giudice per l’udienza preliminare di Milano, Anna Magelli, con l’accusa di falso in bilancio riguardante la gestione di Visibilia Editore, società da lei fondata.
L’inchiesta coinvolge 17 persone, tra cui il compagno della ministra, Dimitri Kunz, la sorella Fiorella Garnero e la nipote Silvia Garnero. Le accuse si riferiscono a presunte manipolazioni dei bilanci societari dal 2016 al 2022, finalizzate a occultare perdite milionarie e a evitare il fallimento del gruppo Visibilia.
Il processo è fissato per il 20 marzo 2025. In caso di condanna, per società quotate in borsa come Visibilia Editore, il reato di falso in bilancio prevede una pena detentiva da 3 a 8 anni.
Le opposizioni hanno immediatamente richiesto le dimissioni della ministra. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha dichiarato: “Appena una settimana fa Giorgia Meloni diceva di voler aspettare la decisione della magistratura: ora è arrivata. Non può più continuare a far finta di niente. Daniela Santanchè si dimetta. E Giorgia Meloni deve pretendere le sue dimissioni”.
Inoltre, il 19 gennaio 2025, durante la trasmissione “Report” su Rai 3, è stato trasmesso un aggiornamento sul caso Visibilia-Santanchè, evidenziando ulteriori dettagli sull’inchiesta in corso.
La ministra Santanchè ha sempre professato la propria innocenza. Il suo legale, Nicolò Pelanda, ha dichiarato: “È una decisione che ci aspettavamo, ma che lascia l’amaro in bocca. Dimostreremo nel processo l’estraneità della ministra alle accuse”.

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