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10/11/2023
– “Di sicuro le umili tamerici sembrano non piacere agli amministratori di Gabicce Mare. Il virus della motosega impazza su tutta la riviera della nostra provincia: da Fano a Pesaro, a Gabicce dove sono stati tagliati 50 tamerici, con 50 anni di vita, per fare spazio al progetto del nuovo lungomare”.
“Il progetto era stato presentato ai cittadini il 9 ottobre; venerdì 20 in un incontro pubblico gli amministratori si erano resi disponibili a valutare la possibilità di salvare le piante, in base al loro stato di salute. Lunedi mattina, 23 ottobre, tutti i 50 alberi sono stati tagliati.
L’amministrazione ha precisato che il taglio degli alberi si è reso necessario per permettere il rifacimento dell’impianto fognario e realizzare una moderna passeggiata. Il nuovo progetto prevede la sostituzione con 120 piante di alto/medio fusto e specie arbustive.
Si precisa, anche che in data 11.10 La Lupus in Fabula aveva sia chiesto ufficialmente di poter incontrare Sindaco, Assessore e Tecnici competenti al fine di potersi confrontare su quanto presentato dal Comune, ed aveva anche inoltrato formale istanza di accesso agli atti per ottenere copia del progetto enfaticamente denominato “Progetto di riqualificazione della passeggiata turistica con realizzazione dell’ascensore panoramico e delle opere complementari a favore della mobilità sostenibile”; l’incontro non è mai stato concesso e la documentazione è in fase di rilascio in questi giorni, ad abbattimenti avvenuti.
Il resoconto di quanto accaduto mette in evidenza le leggi non scritte del rapporto prevalente tra amministratori e verde urbano:
- Violenza sugli alberi e prepotenza nell’atteggiamento dei Rappresentanti del Comune di Gabicce.
- Ogni progetto urbanistico deve prevedere l’eliminazione parziale o totale degli alberi esistenti; progettare partendo dal verde esistente non esiste: sennò come si fa a lasciare un segno?
- Il valore della storia di cui quegli alberi sono una testimonianza e il valore di un paesaggio urbano che quegli alberi caratterizzavano sono tranquillamente ignorati.
- La condivisione con i cittadini di quanto si vuole fare è solo una rottura di scatole da evitare il più possibile: meglio prima tagliare poi, forse, discutere. La progettazione partecipata è meglio lasciarla all’interno delle facoltà di architettura e dei convegni sul tema.
- Ci si tacita la coscienza mettendo al posto delle piante abbattute nuove piantine, magari piantandone il doppio: peccato che le funzioni degli alberi non dipendano dal loro numero ma dalla loro massa biologica vegetale: non bastano 5 “stecchini” per compensare le capacità di un albero di 50 anni di offrire ombra, mitigare la temperatura, produrre ossigeno e assorbire CO2, ridurre le polveri sottili, etc. ; tra l’altro, con i fenomeni estremi di oggi, le nuove piante faranno ancora più fatica a crescere.
- Anche in tempi di disastri climatici e di surriscaldamento ciò che viene detto dalla comunità scientifica viene ignorato o contraddetto dalla prassi politico-amministrativa dalla gran parte dei governanti e degli amministratori locali”.
Questa la nota di un gruppo di cittadini e turisti di Gabicce e La Lupus in Fabula
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www.viverepesaro.it è stato pubblicato il 2023-11-10 10:41:01 da

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