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Momenti di tensione tra studenti e forze di polizia all’università La Sapienza di Roma. I problemi si sono verificati quando un gruppo di giovani ha tentato di entrare nell’edificio del Rettorato dove è in corso l’assemblea dei Collettivi che ieri sera hanno occupato la struttura. Tra i manifestanti e le forze dell’ordine c’è stato qualche spintone. Davanti all’ingresso del Rettorato i giovani hanno urlato «vergogna vergogna» e intonato cori contro Israele, le forze di polizia e la rettrice Antonella Polimeni.
Il rettorato della Sapienza è rimasto occupato per tutta la notte dagli studenti dei collettivi . “Vogliamo un confronto pubblico con la rettrice per discutere le richieste degli studenti», affermano i ragazzi che oggi alle 12 hanno dato appuntamento per un presidio al rettorato. Alle 10 hanno invece convocato una conferenza stampa. Sempre oggi alle 14,30 è convocato il Senato accademico dell’ateneo e gli studenti dei collettivi vogliono che, come accaduto a Torino, l’ateneo non partecipi al bando Maeci che prevede una collaborazione con atenei israeliani. La Sapienza è stata occupata nel tardo pomeriggio di ieri; il ministro dell’Università Anna Maria Bernini ha sentito telefonicamente la rettrice de La Sapienza Antonella Polimeni. «Abbiamo dormito in aula magna e non intendiamo andare via da qui finchè non avremo risposte», dicono i ragazzi.
La rettrice «sceglie ancora il silenzio e la repressione. Ci hanno chiamati intolleranti, quando è la rettrice che censura le iniziative sulla Palestina e ci impedisce di parlare in senato, addirittura ci hanno chiamati violenti quando da Pisa a Firenze a Roma negli ultimi anni siamo stati manganellati ripetutamente nei nostri atenei e nelle nostre città. La ministra di recente ha persino detto che bisogna ‘distinguere chiaramente tra manifestanti e studentì ‘tra frange violente e studenti’, come se il vero studente fosse quello che non manifesta mai, che non si azzarda ad alzare la testa quando qualcosa non gli sta bene, mentre il manifestante è un infiltrato, un esterno, in una retorica da guerra che fa rabbrividire». E’ quanto si legge in un comunicato dei collettivi de La Sapienza di Roma, in cui tra l’altro si chiede “le dimissioni della rettrice Antonella Polimeni dal comitato tecnico-scientifico di Med-Or la fondazione Leonardo che più di tutte è responsabile dell’inserimento dell’accademia nella filiera bellica».
Polimeni: ferma condanna di ogni forma di violenza
«In riferimento alle richieste avanzate da alcune studentesse e alcuni studenti che hanno occupato nelle ultime ore alcuni ambienti del Rettorato, nel ribadire la più ferma condanna di ogni forma di violenza e di azione illegale e antidemocratica, l’Ateneo è disponibile, come sempre è stato, a portare in discussione eventuali istanze della Comunità studentesca, purché queste giungano in modo condiviso attraverso la propria rappresentanza negli Organi e non ledano i principi democratici e i diritti e le libertà altrui». Lo afferma la rettrice di Sapienza Università di Roma, Antonella Polimeni. «La Sapienza riconosce quali strumenti di comunicazione e di decisione quelli definiti dalle leggi e dai regolamenti, informati dalle norme di convivenza civile che guidano il Paese. Lo Statuto di Sapienza dota l’Ateneo di organi decisionali composti dai rappresentanti eletti delle diverse componenti della Comunità accademica, che portano negli Organi la voce e le opinioni dei soggetti rappresentati», ha ricordato la rettrice.
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