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SENIGALLIA – Prima aveva discusso con una infermiera, al triage del pronto soccorso dell’ospedale cittadino, dopo venti giorni aveva iniziato a ricevere telefonate minatorie. «Vengo a casa tua e ti faccio fare una finaccia, come ti sei permesso di insultare mia sorella?». Risalire al numero di telefono che lo chiamava era stato semplice dopo una denuncia inoltrata ai carabinieri. Era il fratello dell’infermiera che lo chiamava per farsi giustizia da sé dopo l’affronto subito dalla sorella il 15 giugno del 2019. Adesso però l’uomo, un 37enne umbro è finito a processo per esercizio arbitrario delle proprie ragioni davanti al giudice Pietro Renna. Inizialmente era arrivato per l’imputato un decreto penale di condanna a cui però si è opposto preferendo andare in dibattimento. Ieri sono stati sentiti in tribunale i testimoni di parte civile, amici della parte offesa, rappresentata dall’avvocato Daniela Lucaioli. Hanno riferito di aver visto la vittima, 53 anni, senigalliese, «preoccupata quella sera perché aveva ricevuto minacce telefoniche». Tre sarebbero state le chiamate, attorno alle 20, al suo numero di cellulare. La terza è stata registrata e prodotta dalla parte civile. Verrà ascoltata nella prossima udienza, il 15 novembre, insieme alla parte offesa.
Il 53enne, stando alle accuse, sarebbe stato intimidito dall’umbro perché il 27 maggio dello stesso anno aveva litigato in ospedale con la sorella infermiera. Il 53enne si trovava in pronto soccorso e dopo una attesa di cinque ore l’infermiera gli avrebbe detto di tornarsene a casa. Era esplosa una discussione con il paziente che ha alzato la voce. Poi era intervenuta una dottoressa che aveva riportato tutti alla calma. Il 37enne, passati venti giorni, avrebbe voluto far valere le proprie ragioni invece di affidarsi ad un giudice per le denunce e rintracciato il numero di telefono ha contattato il paziente.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2024-10-12 08:52:34 da

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