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A centinaia hanno manifestato
questo pomeriggio sotto il palazzo della Regione Liguria in
Piazza de Ferrari contro l’ordinanza che prevede la possibilità
di utilizzare arco e frecce per la caccia di selezione a
cinghiali, caprioli, cervi, daini, camosci e mufloni.
Le nuove regole sono state approvate la scorsa settimana dal
consiglio regionale ( 23 i voti a favore sui 28 presenti, hanno
votato a favore anche molti consiglieri dell’opposizione) su
proposta del presidente della commissione Attività produttive,
il leghista Alessio Piana.
Organizzata dal movimento “centopercento animalisti” al
sit-in hanno preso parte molte associazioni locali contro la
caccia con striscioni e cartelli. Tra le accuse rivolte ai
politici locali spiccavano quelle nei confronti del
vicepresidente della Regione Alessandro Piana accusato di
“conflitto di interessi” in quanto “cacciatore e assessore
regionale con deleghe all’agricoltura, caccia e pesca” come
hanno scritto sui cartelli i manifestanti.
“Una pratica tra le più cruente in assoluto la caccia con
archi e frecce – hanno sottolineato gli organizzatori –
considerando che gli animali feriti vagano anche per settimane
disperati, andando incontro ad una morte atroce”.
Sotto accusa anche il presidente della regione Giovanni Toti
paragonato a Maurizio Fugatti, presidente della provincia di
Trento che aveva ordinato l’abbattimento di alcuni orsi e altri
animali considerati pericolosi in Trentino.
“Liguria – Trentino nessuna differenza! complici della loro
sofferenza!” “Toti come Fugatti” campeggiava infatti su due
striscioni appesi al palazzo della regione.
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