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C’è anche un tarantino tra i 16 arrestati (9 in carcere e 7 ai domiciliari) nell’ambito dell’operazione condotta dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno e personale del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria, che vede al centro una inchiesta tra l’altro, per i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ed all’introduzione di telefoni cellulari all’interno della casa circondariale “A. Caputo” di Salerno.
In particolare, il G.I.P., su richiesta della Procura, ha disposto la custodia cautelare in carcere neiconfronti di Guglielmo DI MARTINO (Cl. 81), Luca SPAGNUOLO (Cl. 85), Amedeo AVALLONE (di Taranto – Cl. 89), Mario PESCE, (Cl. 80), Marco MOLINARO (Cl. 88), Antonio PAGANO (Cl. 81) Arcangelo BUONTEMPO (Cl. 85) e Federico AMARANTO (Cl. 84).
Gli arresti domiciliari sono stati disposti nei confronti di Maurizio VISCIDO (Cl. 76), Angelo LONGOBARDI (Cl. 76), Marco BELLOSGUARDO (CL 74), Gerarda PARADISO (Cl. 2000), Angela CIANCI (Cl. 86) e Antonino MARATEA (CL 91).
Tra i destinatari del provvedimento cautelare compaiono anche l’agente penitenziario Francesco GIUGLIANO e la compagna Annamaria RUSSO, entrambi già arrestati in flagranza di reato per fatti diversi ma analoghi, lo scorso 21 dicembre, per aver favorito, a fronte del pagamento di denaro, l’introduzione all’interno della struttura carceraria dello stupefacente e degli strumenti di comunicazione.
Le indagini, condotte congiuntamente dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno e dal Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria, con il supporto del Gruppo Mezzi Tecnici dello SCICO, riguardano complessivamente 31 persone fisiche, a cui vengono contestati, a vario titolo, oltre ai reati in materia di stupefacenti, alcuni episodi corruttivi, l’estorsione, la vendita di un’arma modificata nonché il riciclaggio e l’autoriciclaggio dei proventi illeciti attraverso l’acquisto di attività commerciali e di auto di grossa cilindrata.
In particolare, secondo l’ipotesi accusatoria, allo stato confermata dal Giudice per le Indagini Preliminari, Guglielmo DI MARTINO, detenuto considerato vicino al clan “DE FEO” di Bellizzi, nel periodo compreso tra agosto 2022 e febbraio 2023, avrebbe promosso un’associazione per delinquere, composta da soggetti, alcuni in stato di detenzione e altri operanti ali’esterno del carcere, che si sarebbero adoperati, ognuno con compiti ben delineati, nel fornire il proprio e fattivo contributo finalizzato alla buona riuscita dell’attività illecite poste in essere.
Gli accertamenti istruttori hanno permesso di documentare l’ingresso di ingenti quantitativi di droga per un valore superiore ai 50.000 euro, il cui pagamento sarebbe avvenuto attraverso l’utilizzo di carte prepagate, intestate a soggetti esterni, i quali provvedevano a prelevare le somme in contanti, permettendone così il rientro nella disponibilità dell’associazione e il reimpiego, in parte, per l’acquisto di ulteriore sostanza stupefacente.
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www.tarantobuonasera.it è stato pubblicato il 2024-01-25 10:19:49 da La Redazione
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