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BARI – Una serie di appalti truccati al Comune di Triggiano per favorire imprenditori amici in cambio di utilità, assunzioni ma anche del finanziamento della campagna elettorale dell’ex sindaco Antonio Donatelli. E’ l’accusa contenuta nell’avviso di conclusione delle indagini che il pm Claudio Pinto ha fatto notificare a 19 persone cui contesta, a vario titolo, le ipotesi di corruzione, turbativa, falso aggravato e subappalto non autorizzato.
Nel fascicolo, uno stralcio di quello che ad aprile portò all’arresto del ideatore di Sud al Centro, Alessandro Cataldo, per corruzione elettorale, sono infatti indagati anche l’ex sindaco Antonio Donatelli (pure lui arrestato in quella occasione) e l’ex consigliere comunale delegato ai Lavori pubblici, Francesco Saverio Triggiani. Donatelli e Triggiani sono accusati anche di corruzione insieme all’ex responsabile della Polizia municipale, Domenico Pignataro, e a un dipendente della società Fonte srl perché in cambio dell’assunzione di persone da loro segnalate avrebbero affidato alla Fonte due appalti per la vigilanza armata per un totale di 21mila euro. Triggiani – secondo l’accusa – “accettava la promessa di assunzione e forniva al Lima tutte le informazioni sul procedimento amministrativo in corso”, e “informava il Donatelli che a sua volta interveniva sul comandate della Polizia municipale” affinché firmasse le determine di affidamento “modificando il proprio iniziale orientamento del rinnovo dell’affido in favore della società Securpol”.
Donatelli e Triggiani rispondono anche di turbativa in relazione all’appalto per la realizzazione del parco urbano San Lorenzo e del centro interpretativo comunale da 1,8 milioni di euro: secondo l’accusa alcuni imprenditori “interessati ad eseguire in sub appalto i lavori”, si sarebbero accordati con Donatelli e Triggiani stabilendo che in cambio dell’appalto “avrebbero finanziato la campagna elettorale del sindaco Donatelli per le elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre 2021”. Donatelli si è dimesso dall’incarico in aprile, dopo l’arresto.
Gli appalti finiti nel mirino riguardano il periodo tra il 2019 e il 2022 e sono relativi anche al rifacimento delle strade comunali, al servizio di derattizzazione e disinfestazione, alla manutenzione straordinaria delle basole e al ripristino dell’arredo urbano in alcuni punti della città, alla manutenzione degli ascensori negli immobili comunali. A Donatelli è contestato anche di aver imposto la fornitura dei condizionatori negli uffici comunali a un imprenditore a lui vicino. In altri casi i lavori sarebbero stati affidati in subappalto – senza autorizzazione – ad alcune imprese ritenute amiche.
www.lagazzettadelmezzogiorno.it è stato pubblicato il 2024-11-08 16:56:21 da Redazione online
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