trova l’accordo coi catalani e resta premier, a breve la fiducia

trova l’accordo coi catalani e resta premier, a breve la fiducia


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Il Partido socialista obrero español (Psoe) ha raggiunto l’accordo con gli indipendentisti catalani di Junts per ottenere il decisivo appoggio esterno a un nuovo governo guidato da Pedro Sanchez. Manca solo l’intesa con i nazionalisti baschi del Pnv, che già dalla fase successiva alle elezioni dello scorso 23 luglio si erano dichiarati disponibili. Quindi, si può dire che il leader socialista sia ormai a un passo dalla riconferma.

Una delle principali condizioni dell’intesa è stato l’impegno a promuovere la legge sull’amnistia a favore degli esponenti catalani con cause giudiziarie aperte. A questo punto, il prossimo passaggio è il voto di fiducia del Parlamento, che potrebbe arrivare già la settimana prossima.

L’ accordo tra il Psoe e Junts arriva in un clima di fortissima tensione politica e anche di scontri: nei giorni scorsi, migliaia di persone si sono date appuntamento sotto la sede nazionale del Partito socialista a Madrid per contestare l’amnistia, il cuore dell’accordo di governo. Alcuni hanno tentato persino di arrivare nei pressi del Congresso. Proteste animate soprattutto da gruppuscoli di affiliazione neofascista che, con saluti romani e lanci di bengala, hanno provocato violenti scontri e decine di feriti tra le forze dell’ordine e molti arresti.

Anche l’opposizione di centrodestra è sul piede di guerra: seppure con toni diversi, sia Vox sia il Partito popolare sono pronti a fare di tutto per evitare la nascita del nuovo esecutivo. Ambedue accusano Sanchez di volere un “golpe” contro la Costituzione, ai danni dell’unità della Spagna. Già domenica prossima, il Partito popolare ha annunciato manifestazioni in tutte le città del Paese.

Eppure, dietro questo nervoso scalpitare, c’è una bruciante verità: i vincitori (perlomeno, sulla carta) delle ultime elezioni hanno mancato un obiettivo ch’era a portata di mano. Nelle consultazioni politiche dello scorso 23 luglio per il rinnovo del Parlamento, il Pp – arrivato primo con il 33% dei suffragi – non è riuscito a raccogliere intorno a sé e al suo leader, Alberto Núñez Feijóo, una maggioranza di seggi in grado di garantire l’avvio di un governo targato centrodestra. E questo soprattutto a causa del calo di consensi (circa un milione di voti) registrato da quello che sarebbe potuto essere il suo principale alleato di maggioranza, Vox. Parallelamente, il Partito socialista – a dispetto di sondaggi sfavorevoli e della recente sconfitta alle elezioni regionali – ha recuperato consensi nell’elettorato, compiendo un’inattesa e notevole “remontada” (ottenendo il 31,7% e superando addirittura il risultato delle elezioni del 2019, quando si era fermato al 28%).

Incassato l’accordo con Junts, già domani la presidente del Congresso, Francina Armengol, dovrebbe comunicare la data della sessione parlamentare in cui tenere prima il dibattito e poi il voto di fiducia a favore di Sanchez. I tempi prevedono che ciò accada a metà della settimana prossima.

Il quadro alle Cortes (il Parlamento spagnolo, ndr) è il seguente: il Psoe conta su 121 seggi, ai quali vanno aggiunti i 31 della coalizione di sinistra Sumar; i 7 di Erc, il Partito catalanista di sinistra; i 6 di Bildu, il Partito radicale basco; uno del deputato di Bng, il Partito galiziano. Infine, i 7 di Junts. Tutti insieme, si arriva a 173 seggi. Ma per toccare quota 176, necessaria a garantire una maggioranza politica solida necessaria a governare, Sanchez dovrà ottenere anche i 5 voti del Pnv, il Partito nazionalista basco. Come si diceva all’inizio, tuttavia, i socialisti danno per sicuro anche quest’ultimo e definitivo accordo.

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www.rainews.it è stato pubblicato il 2023-11-09 11:57:00 da


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