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FALCONARA MARITTIMA – La truffa del finto incidente per spillare 10mila euro ad una anziana era durata poche ore poi il malvivente era stato arrestato in autostrada, a bordo di un’automobile presa a noleggio e con ancora il denaro e i gioielli della vittima dentro. Il truffatore, un napoletano di 47 anni, aveva dovuto ammettere che era stato lui. Era il 16 novembre scorso quando si era presentato a casa dell’anziana, in via Ville. Stando alle accuse la donna raggirata aveva ricevuto una telefonata attorno alle 15, da un uomo che si era presentato come un carabiniere (il complice del napoletano ma mai rintracciato). Il finto militare le aveva detto che il figlio aveva investito una donna incinta che era finita in ospedale e che per rilasciarlo andava fatto un pagamento ad un collega che sarebbe passato a prendere il denaro di lì a poco, direttamente a casa dell’anziana. La 79enne a quel punto aveva preparato soldi e gioielli, per quasi 10mila euro. Quando il napoletano è arrivato gli aveva consegnato tutto. Subito dopo però si era insospettita perché lo aveva visto andare via a piedi e non a bordo di un’auto dei carabinieri. Si era quindi recata a casa della nuora scoprendo di essere stata truffata. La tempestiva denuncia aveva permesso ai carabinieri di rintracciare il napoletano insieme alla collaborazione della polizia stradale. L’uomo, arrestato per truffa aggravata, è finito a processo davanti al giudice Matteo Di Battista dopo la richiesta del giudizio immediato. Oggi è stato condannato a otto mesi (pena sospesa) e al pagamento di una multa da 800 euro. Era difeso dall’avvocato Mauro Saraceni.
Dopo l’arresto l’imputato era finito in carcere a Cassino e in una udienza di marzo scorso, collegato dal carcere, aveva voluto rilasciare delle dichiarazioni spontanee spiegando il motivo per cui si era spinto a tanto e chiedendo scusa all’anziana che però non si è costituita parte civile e non era nemmeno in tribunale. «Avevo una difficile situazione economica – aveva detto – avevo perso la casa, dormivo in auto, chiedo scusa sono pentito». Avrebbe fatto quello per incassare 150 euro. Dietro di lui ci sarebbe una associazione specializzata in queste truffe a cui si era rivolto per incassare qualche soldo. Gli avrebbero dato l’auto è spiegato dove andare. L’imputato però non ha saputo mai dire i nomi dei complici.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-05-22 21:18:32 da

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