tunisino condannato a tre anni


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Ennesima storia di maltrattamenti approdata in tribunale e conclusa con una condanna a tre anni di reclusione nei confronti di un tunisino. «Ci siamo sposati nel 2012 e all’inizio era normale poi mano mano è diventato il nostro mostro. Mio e dei miei tre figli». E’ un copione uguale a quello di altre mille storie quello che ha raccontato la vittima in un fiume di lacrime e parole.

Reclusa in casa, passaporto scaduto e non rinnovato apposta per non farla andare in Tunisia dai genitori sul letto di morte, umiliazioni, botte e minacce. «Non aiutava mai, non faceva nulla. Non voleva che lavorassi ma che fossi la sua cameriera anche quando avevo appena partorito e avevo i punti del cesareo. Quando è venuta sua madre mi sono ritrovata estranea a casa mia: e mi sono trovata a servire pure lei». «Un giorno mi ha minacciato con il coltello davanti al figlio più grande che si è fatto la pipì addosso per la paura, in un altro ha cercato di buttarmi in Po spingendo la bici con l’auto, e mi ha picchiato con l’aspirapolvere. Guadagnava con il suo lavoro eppure non ha mai comprato niente per i suoi figli né ha voluto che andassero all’asilo. Era sempre sporco, maleducato, menefreghista in tutto».

«Dieci anni di inferno, poi ho detto basta. Volevo un futuro migliore per i miei figli, voglio che siano felici: li ho presi e non mi sono più voltata indietro». Ad oggi i due sono separati e lei vive in una comunità in Romagna ma ancora l’odissea non è finita: «Viviamo in una stanza in quattro, non ho lavoro, e lui invece si è risposato e vive beato e non solo: mi chiede dei soldi perché secondo lui ha subìto un danno morale da me. Ma io cosa ho fatto di male per soffrire ancora in questo modo?». L’avvocato difensore, Marco Sanviti del foro di Parma ha insistito su alcune incongruenza nel racconto della donna, infine la richiesta di assoluzione. Il collegio ha poi invece deciso per una condanna a tre anni.

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www.ilpiacenza.it è stato pubblicato il 2024-03-05 19:51:01 da


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