[ad_1]
Un centro di ricerca sulla biodiversità nell’area dove sorgeva la Snia Viscosa al Prenestino, ma anche aule universitarie e residenze per gli studenti. Questa è l’ipotesi che si fa strada per quel quadrante nel centro di Roma, dopo le proteste di associazioni e comitati del Pigneto, la denuncia di “Repubblica” e il no dell’assessore capitolino all’Urbanistica, Maurizio Veloccia, a un autoporto per lo smistamento di merci.
La Città che resiste
Cento anni della Snia, una proposta per difendere il Lago Bullicante: “Va tutelato come i ghiacciai”

I proprietari dell’area, i Pulcini, intanto, stanno conferendo i terreni a una società di gestione, annunciando che rinuncerebbero, per un nuovo progetto, alla trasformazione dei vecchi capannoni in un centro logistico-commerciale.
Così, dalla proprietà è arrivata al Campidoglio la proposta di un accordo tra il Comune e la Sapienza per trasformare l’area dell’ex opificio accanto al lago, ormai in parte vincolato come “monumento naturale”, in aule, studentato e “laboratorio” di alto livello sull’ambiente naturale e urbano, con la finalità di studiare e mettere a punto ipotesi e servizi di sostenibilità ambientale che avrebbero per protagonista il Cirbises, Centro interuniversitario sulla Biodiversità.
La soluzione proposta consisterebbe nella realizzazione di servizi per la Sapienza forti di un contratto di partenariato pubblico-privato che, a lavori ultimati, consentirebbe l’utilizzo della struttura da parte dell’ateneo e poi, alla conclusione del piano economico-finanziario, il trasferimento nelle mani pubbliche dell’intero complesso.
Una lettera della Sgr spa, l’impresa che dovrebbe avere titolarità nella promozione di opere sul complesso immobiliare ex Snia Viscosa, dotato di permessi di costruzione e con lavori avviati, è arrivata al sindaco Gualtieri, all’assessore Veloccia e al sottosegretario del Mef, Federico Freni: «Il complesso immobiliare potrebbe diventare sede di un importante programma universitario di livello nazionale attraverso un intervento di rigenerazione urbana, sostenuto da un progetto di partenariato pubblico privato».
E si assicura che la nuova destinazione sarebbe «urbanisticamente conforme» con una preventiva bonifica a carico della proprietà e con «una copertura dell’edificio principale con 2,5 megawatt di fotovoltaico che permetterebbe all’opera di essere la prima in Italia totalmente autosufficiente sul piano energetico».
In alternativa, il Comune potrebbe espropriare l’area a valore di mercato per poi eseguire la bonifica e realizzare i servizi per l’università a proprie spese o con un project financing. Oppure destinare la zona a parco pubblico. Queste soluzioni sono state prospettate in un incontro, il 17 ottobre scorso, tra gli assessori Sabrina Alfonsi (Ambiente) e Veloccia, accompagnati da sette supertecnici, con i rappresentanti dell’associazione “Il Lago che combatte”. E, in rappresentanza di questa, Daniele Pifano ha replicato: «Per noi l’esproprio è l’unica soluzione; siamo contrari all’affidamento dei servizi a società private: il Comune dovrà avere un ruolo di primo attore perché l’idea dell’appalto di funzioni a terzi era stata già adombrata dall’ex rettore Frati e dietro c’era lo zampino del proprietario, Antonio Pulcini».
Per il Campidoglio, però, questa strada sarebbe irta di ostacoli, considerati i costi. «Solo per l’esproprio – ha risposto Veloccia – servirebbero 5 milioni e 150 mila euro, come hanno valutato gli uffici di Roma Capitale. Senza considerare le spese per l’eventuale bonifica». Questa cifra per l’esproprio, però, è considerata «sottostimata» dalla proprietà per la quale sarebbe stato «valutato di più un terreno lì accanto, di superficie minore».
Per ora, fanno sapere dal Campidoglio, l’unica certezza è che non c’è spazio per interventi speculativi come quelli tentati in passato: l’obiettivo è l’acquisizione dell’area alla pubblica utilità, attraverso il progetto dei servizi all’università oppure utilizzando la leva dell’esproprio.
roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-11-06 22:08:12 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)

0 Comments