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Italia e Israele svilupperanno un veicolo subacqueo autonomo di grandi dimensioni nell’ambito di un programma di cooperazione tecnologica che dovrebbe ruotare attorno al Polo nazionale della subacquea della Spezia per quanto riguarda il ruolo dell’industria nazionale. La Marina Militare ha proposto l’acquisizione di tre Ldauv (large displacement autonomous underwater vehicles) che possano essere lanciati da navi e sottomarini e impiegati in missioni di sorveglianza delle infrastrutture sottomarine e in operazioni antisommergibile.
Il piano – 250 milioni di euro di valore di cui solo 6 finanziati a oggi – arriva in questi giorni al vaglio del parlamento. La piattaforma sulla quale sviluppare il futuro drone sottomarino di lunga autonomia è l’israeliano Blue Whale, sviluppato dall’azienda di stato Israel Aerospace Industries e presentato ufficialmente nel maggio del 2023. Dieci metri di lunghezza e poco più di uno di larghezza per oltre 5 tonnellate, è un’unità che può rimanere in mare per circa un mese raggiungendo una profondità massima di 300 metri.
Lo scafo possiede un albero telescopico su cui possono essere accomodati radar e strumenti di identificazione elettro ottica, ma può adottare anche sensori magnetici per individuare mine e sonar per la scoperta di sottomarini. E sono queste componenti sulle quali dovrebbe essere impegnata l’industria nostrana. Un memorandum di collaborazione del 2022 stabilisce la cooperazione tra l’azienda israeliana Elta System e le italiane Elettronica, CABI Cattaneo (mezzi subacquei), FAAM (batterie le batterie al litio ferro fosfato installati sui nuovi sottomarini prodotti da Fincantieri al Muggiano), BATS Italia (sensori di sorveglianza) e ICS Technologies (radar e sistemi elettro ottici).
“Gli accordi sono finalizzati a condurre attività di ricerca e sviluppo congiunta, con l’obiettivo di sviluppare il veicolo IIBW (italian israelian Blue Whale) con un contributo industriale paritario tra aziende israeliane e nazionali – si legge nel documento che accompagna l’atto di governo -. Anche in ambito esclusivamente nazionale, è prevedibile che l’acquisizione della capacità in esame funga da catalizzatore delle competenze nel campo della subacquea unmanned, soprattutto alla luce del processo in atto per la costituzione del Polo nazionale della Subacquea”. Il piano ha durata di tredici anni, con fine prevista dopo il 2035.

Il Polo della Subacquea ha visto lo scorso 18 marzo la prima riunione del comitato di direzione strategica presieduto dal sottocapo di Stato maggiore della Marina, l’ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto. Nell’organo hanno rappresentanza ministero della difesa, ministro dell’università e della ricerca, aziende del settore, Difesa Servizi spa, la Federazione aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza, la conferenza dei rettori e la consulta dei presidenti dei centri di ricerca. Nei prossimi giorni è attesa la pubblicazione dei primi quattro bandi di ricerca, fa sapere la Marina Militare.
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www.cittadellaspezia.com è stato pubblicato il 2024-03-28 17:48:38 da

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