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ANCONA – Oggi il Consiglio comunale di Ancona ha deciso di intitolare lo stradello di Rupi Di Gallina a Sauro Marinelli, definito da tutti l’ultimo dei grottaroli pescatori, venuto a mancare a 22 anni. La mozione presentata dal consigliere comunale di Fratelli D’Italia Riccardo Strano è passata all’unanimità. Adesso il Comune dovrà apporre lungo il percorso che da via Panoramica conduce alle grotte del Passetto una targa commemorativa in suo ricordo.
«Questa mozione – ha iniziato a spiegare Strano – nasce dalla voglia di rendere omaggio a una figura storica della nostra città. Sauro Marinelli ha iniziato a percorrere quello stradello a 10 anni e lo ha fatto ogni giorno fino al 2022, quando poi è venuto a mancare». Sempre la stessa strada per «giungere alla sua grotta, mettere la barca in mare e andare a pesca, quella che era la sua attività, essendo un pescatore professionista». Pertanto «Marinelli rappresenta l’ultima figura storica di questa realtà, che oggi si usa dire identitaria». Strano prosegue: «Pensate che una nostra concittadina (Cecilia Pignocchi, ndr) che fa docufilm in tutta Europa, ne ha fatto uno intitolato “I Grottaroli” che è stato selezionato prima e presentato poi al prestigioso Tribeca film festival di New York. Bene, una larghissima parte del filmato è incentrata su questa figura». Per tutti questi motivi «attraverso una targa possiamo rendergli omaggio per ciò che rappresenta e ha rappresentato come ultimo pescatore grottarolo del Passetto. Spero questa cosa possa essere condivisa da tutti».
Si sono poi susseguiti gli interventi di Massimo Mandarano di Italia Viva, di Fabiola Fava di FdI, di Francesco Rubini di Altra Idea di Città, di Susanna Dini del partito Democratico, di Angelica Lupacchini di Fratelli D’Italia, di Carlo Maria Pesaresi di Ancona Diamoci del noi, di Jacopo Toccaceli ancora di FdI e del presidente del Consiglio comunale Simone Pizzi, il quale ha dichiarato: «Intitolare uno stradello significa dunque ricucire il tessuto della città con un filo di memoria viva. Significa ricordare che prima dell’asfalto, dei progetti edilizi, delle mappe digitali, esistevano cammini tracciati dai passi degli uomini e delle donne che ci hanno preceduto e che quei passi, oggi, meritano di essere chiamati per nome». Inoltre «C’è una nobiltà sommessa nei luoghi minori, nei passaggi apparentemente marginali. Lo stradello non è la grande arteria: è il varco stretto, il sentiero intimo, la soglia tra l’anonimato e l’appartenenza. Dargli un nome vuol dire onorare l’identità minuta ma pregiata della città, quella che non si scrive nei manuali, ma che si respira tra le case, nei racconti dei vecchi, nei silenzi che sanno parlare». Quindi «che questo stradello diventi un piccolo faro. Un segno. Un invito a ritrovarci — finalmente — nell’identità pura e resistente del nostro passato. Non per nostalgia, ma per consapevolezza. Perché solo chi sa da dove viene, può davvero scegliere dove andare».
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-06-03 19:24:25 da

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