Vannacci sul Gargano: “Ci riarmiamo e poi chi mandiamo in guerra? Quelli del gay pride?”


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SAN MARCO IN LAMIS (FOGGIA) – Nuova polemica per l’europarlamentare della Lega Roberto Vannacci, noto per le sue uscite contro la comunità LGBTQIA+.

Durante un intervento pubblico sul Gargano, lo scorso mercoledì, Vannacci ha pronunciato parole che hanno suscitato scalpore e reazioni contrastanti.

Nel corso di un comizio tenuto a San Marco in Lamis, il politico ha affrontato il tema del riarmo europeo e delle future missioni militari.

Dopo aver sottolineato come la guerra si combatta “sul campo, con gli uomini e non con le tecnologie” e aver parlato di un conflitto “per procura” in Ucraina, Vannacci si è soffermato sulla questione del sacrificio e dei valori tradizionali.

“Spendiamo 800 miliardi di euro e poi chi va a combattere al fronte? Quali sono le persone che oggi vengono cresciute nelle nostre scuole con quali principali ideali: l’onore, la difesa della patria, la lealtà, lo sprezzo del pericolo, il coraggio?”, ha detto. “E che, a fronte del riarmo e della minaccia russa, dovremmo mandare a morire al fronte?”

Ma è una frase in particolare ad aver scatenato polemiche: “Recentemente in Toscana c’è stato il gay pride. Ci mandiamo questi signori a morire al fronte. Ditemelo voi. Chi è pronto a questo sacrificio? Chi viene educato ancora con questi valori?”.

Con questa affermazione, Vannacci avrebbe lasciato intendere che le persone appartenenti alla comunità LGBTQIA+ non sarebbero idonee a partecipare alle missioni militari o a sostenere il sacrificio della guerra.

Le sue parole sono state immediatamente commentate da diverse forze politiche e associazioni, che le hanno definite discriminatorie e offensive. La Lega non ha ancora rilasciato una dichiarazione ufficiale in merito.

Lo riporta ilfattoquotidiano.it

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www.statoquotidiano.it è stato pubblicato il 2025-06-27 15:56:24 da Redazione


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