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PISTOIA – Prima la denuncia a piede libero e, dopo 48 ore a seguito delle indagini lampo dei carabinieri, il fermo per tentato omicidio per il cittadino nigeriano di 33 anni che la sera del 25 febbraio scorso, durante una lite nel locale dispensa della parrocchia a Vicofaro, aveva accoltellato alla gola un cittadino gambiano 30enne. L’uomo si trova nel carcere di Pistoia.
Il 28 febbraio i carabinieri di Pistoia hanno dato esecuzione al fermo, emesso dalla Procura della Repubblica, nei confronti di un uomo di trentatré anni, di nazionalità nigeriana. L’indagato è gravemente sospettato del reato di tentato omicidio ai danni di un trentunenne di origine gambiana in seguito a una lite nella parrocchia di Vicofaro.
Le indagini, condotte con dai militari dell’Arma e coordinate dalla Procura di
Pistoia, hanno permesso di ricostruire la dinamica degli eventi del 25 febbraio scorso. Intorno alle ore 21, all’interno della struttura, era nata una lite per futili motivi tra i due ospiti della struttura. La discussione sarebbe rapidamente degenerata in una colluttazione caratterizzata da due azioni distinte, ma susseguenti, nel corso della quale, secondo le risultanze investigative, il nigeriano sarebbe stato prima colpito con un coltello, rimanendo ferito ad una spalla (prognosi di 14 giorni), per poi, tuttavia, replicare ferendo l’altro uomo (denunciato in stato di libertà per il reato di lesioni personali aggravate) alla gola.
La gravità di quest’ultima lesione era immediatamente apparsa evidente, rendendo necessario il trasporto del ferito in codice prima al pronto soccorso di Pistoia e in un secondo tempo all’Ospedale di Prato. Qui i sanitari lo hanno sottoposto a un delicato intervento chirurgico d’urgenza per l’asportazione di un ematoma che si era formato nel collo. La prognosi al momento del ricovero era stata definita riservata a causa delle condizioni cliniche.
Gli elementi raccolti durante le prime indagini, insieme alla natura delle lesioni riscontrate, hanno delineato un quadro indiziario grave e univoco nei confronti dell’aggressore. In particolare, la parte del corpo ferita, la modalità dell’azione e l’arma utilizzata hanno permesso di configurare l’azione come tentato omicidio.
Gli inquirenti hanno inoltre valutato l’eventuale sussistenza di discriminanti, quali la legittima difesa o l’eccesso colposo nella stessa. Tuttavia, sulla base degli elementi raccolti, tali ipotesi non sono state ritenute configurabili nel caso specifico.
È stato altresì considerato il concreto pericolo di fuga dell’indagato, il quale, dopo l’evento, si era allontanato dalla struttura. A ciò si aggiunge la situazione di precarietà abitativa dell’uomo e il contesto in cui si era svolta l’azione, elementi che hanno corroborato il rischio di allontanamento dal territorio e di sottrazione alla giustizia.
Nella giornata del 3 marzo, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pistoia, in seguito all’interrogatorio di garanzia, ha convalidato il provvedimento disponendo la misura della custodia cautelare in carcere. Pertanto, l’indagato è stato trasferito presso la Casa circondariale di Pistoia, rimanendo a disposizione dell’autorità giudiziaria.
www.reportpistoia.com è stato pubblicato il 2025-03-08 10:36:09 da Redazione
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