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“Il circo mediatico di cui questo magistrato parla è stato provocato dal silenzio”. Lo ha affermato Carlo Bartoli, presidente dell’Ordine nazionale dei Giornalisti, a proposito del caso dei neonati uccisi a Traversetolo, e delle dichiarazioni del procuratore di Parma Alfonso D’Avino. “Non ho voluto fare un comunicato pubblico per rispondere al sostituto procuratore della Repubblica di Parma – ha detto, intervenendo all’assemblea dell’Associazione stampa Toscana – che ha aperto un fascicolo per divulgazione di atti d’ufficio riguardo alla vicenda di Traversetolo, ma mi chiedo: se in un paese di 500 persone un giardino viene transennato, scavato, frequentato da una serie di persone completamente vestite di bianco, carabinieri, poliziotti, magistrati, ma come è possibile immaginare di non dare informazioni?”.
“Sui social si potrà continuare a scrivere impunemente qualsiasi cosa – ha proseguito Bartoli – e per i giornali non ci sarà più il problema perché andranno tutti a gambe all’aria: perché si sta parlando di norme che prevedono oltre alla condanna penale, oltre al risarcimento dei danni, anche una sanzione amministrativa che arriva fino a 50mila euro. Questo significa impedire ai colleghi che non hanno una azienda più che solida alle spalle, e sono ormai poche in Italia, di fare il proprio lavoro”. Secondo Bartoli “questa è una deriva che dobbiamo contrastare con la massima forza con la massima determinazione, non per un interesse di categoria, ma per l’interesse dei cittadini a che le notizie si sappiano, a che i cittadini possano formarsi un’opinione adeguata su ogni cosa ed esprimerla poi in tutte le forme in cui vorranno”.
www.parmatoday.it è stato pubblicato il 2024-09-25 07:12:00 da
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