Vincenzo De Luca insulta Giorgia Meloni: "Senza soldi non si l…

Vincenzo De Luca insulta Giorgia Meloni: "Senza soldi non si l…


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Vincenzo De Luca insulta Giorgia Meloni: "Senza soldi non si l…

«Meloni? Senza soldi non si lavora. Str…za, lavori lei». Così il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha commentato con i giornalisti a Montecitorio le affermazioni della premier Meloni che lo invitava a lavorare anzichè fare manifestazioni. De Luca, a Montecitorio assieme a due sindaci campani, si è fermato in Transatlantico a conversare con alcuni giornalisti, raccontando la manifestazione e lamentandosi per non essere stati ricevuti da nessuno nei ministeri. «Siamo arrivati davanti al Ministero della Coesione, dove sono degli stakanovisti: non c’era nessuno, Non c’era il ministro, non c’era un sottosegretario, non c’era un funzionario che stava giocando a tennis. Ci hanno spintonato, poi hanno detto che una delegazione poteva salire, ma sopra non c’era nessuno. Allora sono andato verso Palazzo Chigi, ma una barriera di polizia ci ha bloccato. Hanno detto che poteva passare solo il Presidente, e così sono andato io. Ma a Palazzo Chigi, non c’era Mantovano, non c’era nessuno. Ecco come trattano i sindaci della Campania. Sono 12 giorni che li avevamo avvisati che saremmo venuti».

Dalla maggioranza, ma non solo, arriva una acquazzone di critiche su De Luca. «La violenza verbale e il degrado del costume politico va isolato e condannato. Non si possono usare toni tanto volgari contro un Presidente del Consiglio e soprattutto contro una donna. De Luca oggi ha toccato veramente il fondo, a Giorgia Meloni va tutta la mia solidarietà». E’ quanto dichiara il Ministro della Salute, Orazio Schillaci.

“Mi sembra che il governatore campano De Luca abbia superato ogni limite col frasario odierno. Definire “str..za” la più alta carica di governo del Paese non valica solo il galateo ma una serie di altre cose che non compete a me suggerire ai titolari di altre e alte cariche». Così Gianfranco Rotondi, presidente della Dc con Rotondi su alcune dichiarazioni di Vincenzo De Luca sulla premier Giorgia Meloni.

De Luca ha raccontato con dovizia di particolari i meccanismi con cui, a suo giudizio, il governo blocca i Fondi di coesione verso la Campania. «Quando si violano le regole – ha proseguito – è a rischio la democrazia. Fanno questo contro la Campania che è la regione a maggior sofferenza sociale d’Europa. Senza soldi non puoi fare programmazione, le imprese culturali non possono fare programmazione». Alla domanda se a suo giudizio ci fosse un elemento personale nei suoi riguardi o un elemento politico, De Luca ha replicato: «non c’entra destra e sinistra. C’entra il fatto che la Campania è una Regione che non si piega. Non ci resta che la battaglia sociale, sperando che basti».

Torna ad infiammarsi anche lo scontro fra la premier Giorgia Meloni e la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein. Ma nel duello irrompe così il governatore campano Vincenzo De Luca che, dopo essere sceso in piazza a Roma, attacca la premier: «Vada a lavorare lei, str…za».

A dare fuoco alle polveri è questa volta l’autonomia differenziata, riforma ‘bandierà della Lega e della maggioranza di centrodestra, avversata dalle opposizioni e, in particolare oggi, dal Pd. I dem, con la segretaria Elly Schlein, accusano la premier di volere spaccare il paese: «Non si è mai vista una patriota che spacca l’Italia. Quella di Calderoli, votata dal partito di Meloni, è una riforma destinata a lacerare un Paese che invece ha un disperato bisogno di essere ricucito nelle sue fratture e diseguaglianze», dice Schlein intervistata da Repubblica.

Secondo Schlein e il Pd le due riforme, quella dell’autonomia differenziata e quella del premierato, «si tengono insieme, sono il frutto di un patto scellerato fra i sedicenti patrioti del nuovo millennio e i leghisti che non hanno mai abbandonato l’aspirazione secessionista. Noi», prosegue la leader dem, «al contrario crediamo che non possa esserci riscatto del Paese senza riscatto del Sud». Questo, nonostante Fratelli d’Italia raccolga gran parte del suo consenso proprio nel Meridione: «Ci vuole tempo per misurare la distanza fra propaganda e realtà. E la realtà», per Schlein, è che «questo è un governo antimeridionalista. Basta mettere in fila le cose che hanno fatto: oltre all’Autonomia di Calderoli, hanno affossato il salario minimo per contrastare il lavoro povero, molto diffuso al Sud; abolito il Reddito di cittadinanza; bloccato i fondi di sviluppo e coesione che regioni e comuni reclamano per modernizzare le aree più svantaggiate». E se, con il premierato, la destra dice che finalmente saranno i cittadini a scegliere chi governa, per la segretaria «questo enunciato è una truffa perchè dietro il “decidete voi” c’è un colossale “decido io per voi”. Acclamare un capo ogni 5 anni non è democrazia».

La risposta di Meloni arriva proprio da una regione del Sud. In Calabria per firmare l’accordo per lo sviluppo e la coesione con la Regione, la presidente del Consiglio ribatte: «A chi mi accusa di dividere l’Italia vorrei dire che l’Italia è stata divisa da chi credeva che ci fossero cittadini di serie A e di serie B». E, senza nominare la leader dem, aggiunge: «Leggevo questa mattina un leader di opposizione che diceva che i patrioti abbandonano e tradiscono il Mezzogiorno. Grande rispetto, perchè sono stata all’opposizione per tanti anni, ma io penso che ci siano due modi per affrontare il divario» fra Nord e Sud: «C’è il reddito di cittadinanza e le infrastrutture di cittadinanza». E il reddito di cittadinanza, per Meloni, «era la risposta di chi considerava questi territori irrecuperabili».

Poco dopo, però, Meloni chiama in causa anche Vincenzo De Luca. Il governatore campano è a Roma, per prendere parte alla manifestazione da lui stesso promossa assieme ad altri sindaci e amministratori campani. «Se invece di fare le manifestazioni ci si mettese a lavorare, forse si potrebbe ottenere qualche risultato in più», osserva Meloni. Parole che, dalla Calabria, risalgono la penisola fino a Roma. De Luca, che nel frattempo si è spostato da piazza Santi Apostoli al Transatlantico di Montecitorio, apprende le parole della premier dai cronisti. E risponde: «E’ intollerabile questo atteggiamento, centinaia di sindaci che stanno qua e che non hanno i soldi per l’ordinaria amministrazione. Lavora tu str..za». Un insulto che provoca la sollevazione dello stato maggiore di Fratelli d’Italia: «Ci chiediamo se i dirigenti del Pd, a partire dal segretario Schlein, non provino imbarazzo alcuno nel vedere un presidente di Regione espresso da quel partito, insultare, irridere e dileggiare chiunque osi contrastarlo», commenta Tommaso Foti, capogruppo FdI alla Camera: «Questo tipo di turpiloquio svela il reale livello della sinistra italiana», aggiunge. E l’omologo del Senato, Lucio Malan, chiama in causa la leader dem: «Ciò che è davvero imbarazzante è il silenzio di Elly Schlein che, continuando a tacere, rende corresponsabile il Pd di tali inaccettabili atteggiamenti».

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gazzettadelsud.it è stato pubblicato il 2024-02-16 19:47:03 da


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