Volsci 86, apre la Casa della Socialità di San Lorenzo: “Così un sogno è diventato realtà”

Volsci 86, apre la Casa della Socialità di San Lorenzo: “Così un sogno è diventato realtà”


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Non è più un sogno ma realtà. In via Volsci 86 apre la Casa della Socialità del quartiere San Lorenzo. Un sogno realizzato grazie all’impegno della polisportiva popolare Atletico San Lorenzo e della Sezione Anpi San Lorenzo e tanti cittadini di San Lorenzo e non solo. Le due associazioni, dopo un lungo iter burocratico, hanno ottenuto in affidamento dal Municipio Roma II i locali da tempo abbandonati nel cuore del quartiere. Ci sono voluti anni e tanto impegno, ma alla fine l’obiettivo è stato centrato ed è arrivato il momento della festa per inaugurare il nuovo spazio che oltre ad ospitare le sedi delle singole associazioni, sarà un un luogo da costruire e progettare insieme aggregazione e comunità con altre realtà cittadine.

L’appuntamento è per sabato 2 dicembre con l’inaugurazione dello spazio ( ore 11.30), il pranzo sociale (alle 13) mentre nel pomeriggio l’Atletico San Lorenzo e la Sezione Anpi San Lorenzo presenteranno i programmi e le idee per il quartiere.

“Quello che vogliamo costruire è un luogo di incontro e di confronto, dove la memoria storica possa essere preservata e raccontata alle nuove generazioni, perché quello che siamo e che saremo non può che derivare da ciò che eravamo. E dove, attraverso lo strumento aggregativo dello sport popolare, possiamo avere come riferimento la cura del territorio e le vere esigenze di un quartiere al centro di continui e feroci attacchi speculativi” spiegano le due organizzazioni.

Per passare dal sogno alla realtà è stato realizzato un crowdfunding, come primo step, grazie anche alla disponibilità del fumettista Zerocalcare che ha disegnato una locandina che è diventato il simbolo della Casa della socialità. La raccolta di fondi ha consentito di completare i lavori per far diventare agibili gli spazi e riqualificarli come piace a noi, per renderli vivi e partecipati. I lavori hanno riguardato la bonifica degli immobili, sono state demolire le vecchie pareti e costruite le tramezzature per una nuova e più funzionale distribuzione degli ambienti interni. E poi è stata posata una nuova pavimentazione sopraelevata, rasate e tinteggiarti gli ambienti interni, sostituite le vecchie porte di accesso e serramenti con nuovi infissi, resi i locali accessibili a persone con difficoltà motoria. Interventi importati che hanno previsto un spesa iniziale di circa 25.000 euro. La seconda fase si è concentrata sulle opere di abbellimento dei locali, l’acquisto degli arredi e delle attrezzature, la realizzazione dei lavori e l’acquisto degli strumenti per rendere gli spazi pienamente fruibili e utilizzabili per tutte la attività previste. Insomma davvero un grande “cantiere-comunitario”.

La mobilitazione per realizzare il progetto

Per l’apertura della Casa della Socialità è stato importate l’impegno dell’Atletico San Lorenzo: un’associazione sportiva nata nelle vie e nelle piazze dell’omonimo quartiere, con la volontà di creare aggregazione, tessere relazioni e riconoscersi in dei valori condivisi, ispirati ai principi dello sport popolare. “Il progetto basato sulla condivisione pone al primo posto della sua idea di sport e di società i temi dell’inclusione, dell’antifascismo, dell’antirazzismo, dell’antisessismo, e della lotta a tutte le forme di discriminazione – spiegano gli attivisti dell’Atletico e dell’Anpi – Un modello associativo basato sull’autofinanziamento e l’autorganizzazione, in cui lo sport assume il ruolo di trasformatore sociale e strumento di integrazione, crescita e sviluppo del quartiere e della sua comunità”.

All’impegno dell’Atletico si è unito quello, altrettanto fondamentale, dell’ANPI San Lorenzo che ha come finalità quelle di unire il quartiere attorno ad una riflessione storica sui processi democratici attraverso la memoria della lotta partigiana ed i valori della Resistenza. “Per promuovere la cultura della pace – spiegano dalla sezione Anpi – la tutela dei diritti umani, rinnovando le opportunità di coesione sull’attuazione della Costituzione. Anche attraverso il contrasto al revisionismo e al neofascismo”.

Una nuova casa per l’inclusione

Il modello di gestione delle due realtà promotrici pone al centro la questione dell’accessibilità allo sport e alla cultura per tutti e tutte, in particolare per chi è a rischio esclusione. “La partecipazione e l’attivismo sostengono la pratica quotidiana nel quartiere – spiegano da Via Volsci 86 – coinvolgendo una comunità di oltre 500 persone che contribuiscono a vari livelli alla vita associativa. Un sistema di mutuo aiuto che si alimenta nella convinzione che il “fare insieme” produca valore diffuso e moltiplicato, e che l’autorganizzazione promuova una vivibilità fuori dalla logica del profitto imperante”.

E ancora : “Il sostegno esteso ha aumentato di fatto la possibilità di mantenere vive le relazioni e le azioni che sono alla base dell’intervento rivolto a questa comunità sempre più ampia – spiegano ancora gli attivisti dell’Atletico e dell’Anpi – . Lo spazio che immaginiamo, infatti, vuole essere un punto di riferimento per condividere il principio di solidarietà, incontrarsi e confrontarsi, costruire possibilità, promuovere iniziative, sostenere cause e progettualità contro ogni forma di discriminazione e disparità. Un luogo di incontro per assistere a presentazioni di libri, laboratori per i più piccoli, spazi di aggregazione giovanile e adulta, rassegne tematiche, esposizioni e performance artistiche”.

Un presidio per favorire lo sport sociale, la vivibilità del quartiere e l’antifascismo attivo

Contribuendo alla realizzazione della Casa della Socialità si contribuisce, inoltre, a mantenere vive le attività sportive rivolte ad oltre 200 piccoli e piccole atleti e 250 giovani e meno giovani che praticano sport nelle varie discipline (scuola calcio popolare, minibasket, minivolley, calcio maschile, calcio a 5 femminile, calcio a 8, basket maschile, basket femminile, pallavolo mista). La collaborazione tra le due realtà favorirà il dialogo tra generazioni per costruire una cultura della pace e dei valori democratici e antifascisti. La riappropriazione collettiva degli spazi della Casa aumenterebbe, in una parola, la vivibilità del quartiere, contrastando l’inseguimento della logica del decoro a tutti costi, delle misure securitarie e dell’estrattivismo finanziario e capitalistico di pezzi sempre più grandi di città.

Poter fare riferimento ad uno spazio comune permetterà di incrementare attività che già da tempo vedono una fattiva collaborazione tra le due associazioni e il tessuto sociale e culturale del quartiere, rafforzando in tal modo le reti e le sinergie, per favorire la partecipazione civile, l’inclusione sociale, il recupero di risorse decisive materiali e immateriali e la loro integrazione nel quotidiano, la prosecuzione della tradizione di resistenza e libertà insite nel quartiere. SEGUI LA Città che resiste

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roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-12-01 22:31:31 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)


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