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Dal palco dell’Ariston ai “suoi” Murazzi: Willie Peyote – all’anagrafe Guglielmo Bruno – torna a casa dopo Sanremo. Il secondo Festival per il cantante torinese, dopo quello del 2021. “Me lo sono goduto a pieno – racconta alla Tgr Piemonte – ho potuto condividere con altri artisti i backstage e le attese e conoscere le persone fuori dal palco. Ho legato soprattutto con Dario Brunori perché eravamo nello stesso albergo, e ogni tanto compariva anche Lucio (Corsi, ndr) a fare colazione”.
Live e firma copie ai Murazzi
Di rientro dalla Riviera dei Fiori, a Torino lo attendeva l’abbraccio con il suo pubblico più di lunga data, tra firmacopie ed esibizione live. A partire dalla sanremese Grazie, ma no grazie, uno dei pochi brani in gara a parlare di attualità, come nel verso sulle manifestazioni e le “manganellate”. “Su un palco come quello di Sanremo, che è l’Italia per una settimana, mi sembrava un’occasione sprecata non dire quello che penso”, continua l’artista. “Quella frase voleva semplicemente ribadire che un popolo che non si mette a difendere il proprio diritto a protestare e manifestare il proprio dissenso è un popolo che si silenzia da solo”
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