«A Scalea comandiamo noi», il gruppo si vanta ma la qualità della droga è scadente. «Viene mischiata con altro»


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SCALEA «A Scalea comandiamo noi». Un «notevole giro d’affari» muove gli interessi del gruppo impegnato a dirigere il traffico di droga sul Tirreno Cosentino. E’ quanto emerso dalle indagini condotte dai carabinieri, coordinati dalla Dda di Catanzaro e che ha portato all’arresto di 4 persone, finite in carcere. I sodali utilizzano il gergo criptico per mascherare (evidentemente in maniera poco efficace) i continui e sistematici contatti per acquistare o cedere sostanza stupefacente. Gli organizzatori e coordinatori dei traffici illeciti del sodalizio prendono le decisioni di maggiore rilievo e impartiscono ordini e direttive ai pusher. Ma nella catena dello spaccio, qualcosa si inceppa. In una delle confessioni rese agli inquirenti, un assuntore si sofferma sulla qualità dello stupefacente acquistato. «Non…

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www.corrieredellacalabria.it è stato pubblicato il 2024-11-23 18:29:18 da Redazione Corriere


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