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Sarebbe stata aggredita da un bracconiere mentre cercava di salvare un cinghiale. Attimi di tensione questa mattina alla Sfattoria degli ultimi, il rifugio per animali maltrattati sulla via Flaminia. A denunciare l’aggressione, attraverso le proprie pagine social, è la stessa associazione che ha condiviso le foto della ideatrice Paola Samaritani, sdraiata a terra dopo essere stata spintonata. Sul posto sono intervenuti i poliziotti del commissariato di zona che stanno chiedendo informazioni al presunto aggressore per ricostruire la vicenda, ancora tutta da chiarire. La donna afferma di essere stata aggredita perché stava riprendendo con il suo telefonino l’uomo mentre cacciava un cinghiale. Tra gli scatti condivisi c’è anche quello del telefonino, letteralmente distrutto dopo essere finito in terra. L’uomo, al momento, nega ogni contestazione.
Il caso, però, è diventato subito virale sulle bacheche social delle associazioni animaliste di tutta Italia, che ora chiedono provvedimenti nei confronti del presunto aggressore. “Un uomo, armato di coltello – denuncia l’animalista e influencer Enrico Rizzi – che tenta di uccidere un cinghiale e una donna, da sola, che per provare a fermarlo, viene aggredita, le viene spaccato e portato via il telefono. È il triste risultato di chi, forte del fatto che abbiamo un governo totalmente nemico degli animali e quindi dalla propria parte, pensa di poter agire in questo modo vergognoso, squallido e disumano. Auspico una dura condanna da tutto il mondo politico e soprattutto i dovuti accertamenti sull’aggressore, già individuato dalle forze dell’ordine, che ringrazio”.
La Sfattoria degli Ultimi era salita agli onori delle cronache un anno fa quando rivolgendosi al Tar del Lazio riuscì ad annullare l’ordine di abbattimento dei propri suini e cinghiali. La misura era stata decisa dalla Asl ai fini di controllo e prevenzione dell’epidemia di peste suina africana.
roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-12-04 15:02:19 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)

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