Akrea, oltre 2 milioni di debiti, il cda: il Comune di Crotone deci…


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CROTONE – Se il Comune di Crotone non ci mette i soldi e soprattutto non rinnova il contratto di servizio Akrea è spacciata. E’ quanto si evince dalla relazione sulla situazione economica finanziaria della società partecipata interamente dal Comune che si occupa della raccolta dei rifiuti firmata dal presidente Alberto Padula ed inviata al sindaco Vincenzo Voce lo scorso 16 ottobre. Da quanto si legge nella relazione “la situazione finanziaria ereditata dalle precedenti gestioni, presenta debiti correnti per un importo pari ad € 2.418.615,93”. Somma che “conferma, anche dal punto di vista finanziario, lo stato di crisi aziendale” che il collegio sindacale aveva già evidenziato il 10 luglio 2023.

Situazione sempre più grave

Nel documento è riportata “la situazione debitoria delle gestioni imputabili ai Cda presieduti rispettivamente dall’ing. Giglio e dall’ing. Bevilacqua, che hanno portato a chiudere il Bilancio d’esercizio al 31.12.2022 con una perdita pari a € 738.637”. Una situazione che “viene ulteriormente aggravata dalle perdite previste per l’esercizio in corso, valutabili nell’ordine di circa € 950.000 (salvo verifica in diminuzione di alcune voci di spesa), come emerge da una prima bozza di budget discussa in C.d.A. ma ancora non approvata”. Padula fa notare che la faccenda potrebbe diventare ancora più grave se ad Akrea non verranno pagati il credito derivante dal servizio di sosta regolamentata “pari ad € 148.801,22” ed il credito derivante dal servizio di pulizia arenile “pari ad € 31.355”. In tal caso, specifica la relazione del presidente di Akrea, “la perdita prevista per l’anno 2023 potrebbe essere valutabile nell’ordine di oltre € 1.100.000,00”.

Capitale sociale intaccato di un terzo

Ad avere “un ulteriore impatto devastante sul bilancio societario” potrebbe esserci “l’eventuale mancato riconoscimento delle somme derivanti dal finanziamento “Por Calabria FESR 2014/2020 Az.6.1.2. Operazione Crotone, la natura 6 in festa! Arriva la raccolta differenziata. Avvio del servizio di raccolta differenziata CUP F14H18000020004″, pari complessivamente ad € 1.572.975,00, di cui € 500.000,00 già anticipati da Akrea”. In pratica, secondo quanto emerso dalla ricognizione sulla situazione finanziaria di Akrea, “gli importi delle perdite degli esercizi 2022 (già consolidate) e 2023 (da consolidare) vanno ad intaccare il capitale sociale aziendale di oltre un terzo, con la conseguente assunzione dei relativi provvedimenti previsti dal Codice Civile”.

Da sola Akrea non può farcela

Padula offre anche la soluzione ai problemi chiamando in causa l’ente proprietario: “Da quanto esposto e dai dati esaminati si conferma una situazione di crisi economico-finanziaria di tipo strutturale, per fa quale l’Ente proprietario dovrà assumere le opportune decisioni. L’azienda, infatti, nelle attuali condizioni non è in grado di far fronte autonomamente a tale grave crisi, che potrà comportare una situazione di insolvenza”. Padula denuncia “la situazione di criticità ereditata dalle precedenti gestioni, con flussi di spesa superiori all’importo riconosciuto dal contratto di servizio in essere, che risulta inadeguato rispetto ai compiti che la Società è chiamata a svolgere”. Alla già complessa situazione c’è da aggiungere, come spiegato nella relazione, “l’elevato contenzioso da parte dei dipendenti, con vertenze definite negativamente per la società e senza che si sia proceduto ad una composizione bonaria di quelle situazioni palesemente soccombenti per Akrea spa. L’importo dell’esborso originato delle vertenze in atto ed in itinere è valutabile nell’ordine di oltre € 600.000”.

Ferie non godute per mezzo milione di euro

Il presidente Padula spiega che il Cda ha esaminato le modalità di svolgimento dei servizi per una riorganizzazione delle risorse umane. In questo ambito c’è la necessità di attuare “una ridefinizione di ruoli e mansioni, in linea con il dettame del CCNL applicato, eliminando – ove possibile – compensi aggiuntivi precedentemente deliberati e storture organizzative che hanno portato nel tempo ad accumulare 5.186,36 giornate di ferie e permessi non goduti (valutabili in un importo complessivo pari ad € 589.799,21) e un elevato utilizzo di lavoro straordinario/notturno/festivo”. Inoltre, c’è da considerare anche la situazione del capannone di Akrea che necessita di interventi strutturali immediati e improcrastinabili per il ripristino delle condizioni di sicurezza: “Sul punto – è scritto nella relazione – si deve accusare la mancanza assoluta, nel corso degli anni, di interventi strutturali presso il capannone aziendale” per la bonifica e la manutenzione.

Nuovo contratto di servizio

Padula ribadisce al sindaco: “la grave situazione di crisi aziendale che incide sulla necessaria ed indispensabile operatività oltre a comportare la già citata possibile situazione di insolvenza”. In definitiva, sostiene Padula “il risanamento e il rilancio di Akrea, se voluto e deliberato dalla proprietà, non può che passare attraverso l’afflusso di nuovo capitale finalizzato alla definizione, in forma transattiva, dei debiti maturati nel corso di questi anni ed all’effettuazione di un piano di investimenti in linea con quanto stabilito dal Conai per il conseguimento degli obiettivi aziendali”. Rifacendosi ad una nota del Collegio Sindacale del 10 luglio 2023, Padula afferma: “E’ del tutto evidente che il contratto di servizio per Akrea costituisce, a questo punto, lo strumento fondamentale per la valutazione delle condizioni di efficienza, efficacia ed economicità del servizio reso e, allo stesso tempo, il mezzo atto a riportare l’equilibrio economico fondamentale per garantire la stessa continuità aziendale oltre che al raggiungimento degli obiettivi aziendali”.

Alle porte c’è Arrical

A questo punto la palla passa al Comune che dovrà decidere se puntare al rilancio e al risanamento aziendale “dotando la società di tutte quelle risorse strumentali ad investimenti ed adeguamenti normativi e predisponendo un adeguato contratto di servizio che possa evitare la perdita per il terzo anno consecutivo, con tutte le relative conseguenze derivanti da tale situazione”. Un appello al Comune per un nuovo contratto di servizio in considerazione che l’attuale è in scadenza e che alle porte c’è l’arrivo di Arrical, l’autorità regionale rifiuti e risorse idriche che dovrà gestire il sistema di raccolta e smaltimento in tutta la Calabria.



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www.ilcrotonese.it è stato pubblicato il 2023-10-25 06:00:00 da


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