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Il caldo colpisce anche nelle stalle. C’è preoccupazione negli allevamenti per le alte temperature di questi giorni, soprattutto per le mucche, che, come tutti gli animali a pelo, patiscono il caldo e il loro benessere in questo momento delicato deve essere monitorato attentamente.
Già da tempo le stalle sono però attrezzate per fare fronte a queste situazioni.
“Nelle stalle torinesi e piemontesi – spiega Silvano Basano presidente della Sezione Associazione allevatori di Torino – sono attivi sistemi di ventilazione che creano vortici d’aria che abbassano la temperatura. Le ventole si attivano automaticamente quando la temperatura raggiunge i 20 gradi. Più fa caldo e più aumentano la velocità. Le ventole sono poste sia sopra le mangiatoie che sulle cuccette asciutte e girano per creare una ventilazione uniforme. Non devono esserci zone di ristagno d’aria per evitare che i capi si ammassino. Ogni mucca deve avere il suo posto per mangiare e il suo posto asciutto su paglia di larghezza adeguata per sdraiarsi, ruminare e dormire”.
Inoltre, gli animali hanno a disposizione vere e proprie docce o apparati di nebulizzazione a tempo che spruzzano acqua fresca. Queste doccette si attivano seguendo un coefficiente di umidità e temperatura, detto THI, che determina sia l’intervallo di accensione (di solito ogni 10-15 minuti), sia la durata del getto. Quando cessano queste doccette si attivano automaticamente gli asciugatori ad aria fresca che hanno lo scopo di non lasciare bagnato il pelo delle mucche.
“Se gli animali stanno bene anche la produzione di latte e carne non subisce dei drastici cali con il rischio di fare mancare alimenti dal grande contenuto proteico di cui oggi c’è scarsità sui mercati europei”, spiega il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici.
La Regione ha messo a disposizione, tra il 2023 e il 2024, 45 milioni di euro di fondi europei per il “miglioramento” delle stalle.
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