Bari, «Piazza Umberto, terra di nessuno»: spaccio di droga ed emergenze sociali


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BARI – «A te che mi hai rotto il vetro sei solo un poveraccio. Piazza Umberto terra di nessuno. Sia di giorno che di notte anche solo attraversarla è pericoloso. A mio figlio, 14 anni, hanno strappato di testa un cappellino, alle 12 di un giorno qualunque. Io stessa ho dovuto affrontare un uomo completamente ubriaco, fuori controllo che alle 4 di pomeriggio ha cercato di allungare le mani. Mi è accaduto di tutto. E dire che questa piazza dovrebbe essere il salotto buono della città». L’avvocato Mariella Leone, nota e stimata civilista, affida al profilo Facebook la sua denuncia. I soliti ignoti l’altra notte hanno mandato in frantumi il lunotto posteriore, lato guida, della sua utilitaria parcheggiata lungo il marciapiede di Piazza Umberto, tra via Nicolò dell’Arca e via Argiro.

«Ho provato rabbia e mi sono indignata – racconta alla “Gazzetta”, fuori dai social, l’avvocato Leone – al pensiero di non essere più libera di vivere questo luogo che da sempre è casa mia, senza averne paura. Tutto diventa un problema, parcheggiare l’auto, tornare a casa ad ora tarda, attendere il ritorno dei figli sapendo che questa piazza è piena di insidie. Sono stanca – prosegue Mariella Leone – e questa volta ho scelto di metterci la faccia spinta dal mio senso civico. So per certo che in tanti vivono la mia stessa condizione ma rimangono in silenzio. Forse è giunto il tempo – aggiunge – di far sentire con forza, insieme, la nostra voce. La mia città è casa mia e casa mia deve essere protetta, deve essere sicura. Non devo barricarmi in casa. Le risse, gli accoltellamenti, lo spaccio di droga, le aiuole utilizzare per nascondere le dosi, le panchine che diventano bancarelle per la vendita di indumenti e oggetti di dubbia provenienza. Rassegnarmi a questo “assedio”, subire in silenzio vorrebbe dire limitare la mia libertà e quella della mia famiglia, cambiare la mia natura, fare violenza a me stessa, rinunciare. Non è giusto, Con senso di responsabilità partecipo alla vita della mia comunità cercando di dare il mio contributo, facendo la mia parte. Garantire la sicurezza è un compito che spetta alle istituzioni.»

«Vivo da sempre in piazza Umberto – prosegue l’avvocato Leone – e ricordo con nostalgia quando mia nonna mi portava a giocare nei giardini e si sedeva con le amiche. Non è sempre stata un paradiso ma ora la situazione si è aggravata fino al punto di farci sentire estranei e minacciati in un luogo che dovrebbe essere casa nostra, casa di tutti. E non credo a chi cede alla rassegnazione in attesa di tempi migliori. Ci sono tante piccole cose che si possono fare da subito, con concretezza. Ad esempio i presidi fissi delle forze dell’ordine sono poco efficaci. Riescono a garantire più sicurezza quando sono in continuo movimento. Bisogna passare per il recupero strutturale, architettonico, urbanistico di questa parte della città che rappresenta, ad esempio per i turisti, i viaggiatori il primo biglietto da visita. Non si può scendere dal treno, così come uscire da casa e finire in mezzo a una rissa. Dobbiamo riappropriarci dei nostri luoghi. Sia chiaro – conclude -, non ne faccio una questione di nazionalità, di etnie, di condizione sociale o economica ma di rispetto delle regole della convivenza, di osservanza della legge, di sicurezza. Nessuno va lasciato solo, chi ha bisogno va aiutato. Nel contempo non possiamo creare ghetti, abbandonare al degrado e al reato intere zone, siano essere in periferia o nel cuore della città».

Lo sfogo e la denuncia dell’avvocato Mariella Leone risveglia l’amarezza ed i ricordi di quanti, tra i suoi amici, hanno vissuto esperienza analoga. «A piazza Umberto a me è successo 2 volte, senza motivo ed ho un’auto per nulla interessante» le scrivono. E poi «Ultimamente tante auto in sosta sono state danneggiate»; «Una giungla». C’è solidarietà ma anche condivisione rispetto all’esistenza reale di un problema. «Cara amica…sono sempre più convinta di aver fatto più che bene a lasciare il centro. Primo gennaio 2023, tutta la fiancata dell’auto rovinata. 1500 euro di danni. Mai più»; «Piazza Umberto, piazza Moro, piazza Cesare Battista terra di nessuno, piena di disperati, questuanti, spacciatori. Venerdì ho postato le foto di un uomo che urinava sulle scale di Giurisprudenza sotto gli occhi di studenti e passanti. Le forze dell’ordine dovrebbero muoversi a piedi per tutta la zona. C’è chi utilizza questi luoghi come latrine, senza pudore. Sono loro i padroni». Ancora messaggi: «Mi dispiace Mariella hai tutta la mia solidarietà. A coloro che ne fanno una questione legata alla presenza di extracomunitari ricordo che negli anni ’80 in totale assenza di immigrati economici i furti di autoradio, erano all’ordine del giorno e Piazza Umberto, buia, sporca e zeppa di eroinomani nostrani»; «Piazza Umberto e Piazza Moro, il centro “degradato”. Qualità della vita dei residenti sempre più compromessa, tra livello di sicurezza in drastica riduzione e danni patrimoniali sempre più frequenti».



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www.lagazzettadelmezzogiorno.it è stato pubblicato il 2024-02-07 14:16:08 da


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