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Dopo mesi di proteste da parte di una consistente fetta degli abitanti di Cadimare, sta prendendo piede l’ipotesi di un incontro tra i tecnici del Comune e quei residenti che sin da subito hanno mostrato le loro perplessità rispetto al progetto che l’amministrazione comunale sta portando avanti dopo aver ottenuto il finanziamento Pnrr. L’origine delle risorse, e i vincoli imposti di conseguenza, ha sempre portato a respingere ogni possibilità di modifica, ma dopo la giornata di lunedì, quando in paese si è svolta un’assemblea in cui è emerso chiaramente come il progetto che si sta realizzando sia inviso alla stragrande maggioranza degli abitanti, qualcosa sembra essere cambiato ai piani alti di Palazzo civico.
A smuovere le acque, è stato anche il fatto che i cittadini hanno presentato il progetto alternativo a quello dell’amministrazione comunale di cui in paese di parlava da settimane. Una soluzione meno impattante e realizzata con il contributo di idee di tutti i cadamoti interessati e di tutte le associazioni maggiormente attive.
Una base sulla quale poter finalmente dialogare. Anche se i lavori sono già iniziati da tempo e anche se le prime proteste risalgono al maggio scorso, in occasione della prima presentazione pubblica dell’intervento.
Le perplessità che hanno portato a respingere il progetto dell’amministrazione hanno riguardato sin da subito la riproposizione dei volumi dell’ormai ex caseggiato delle lavanderie dell’Aeronautica: per i cittadini il nuovo edificio è troppo grande, soprattutto nella parte più vicina al mare: più alto di quanto erano le baracche precedenti e dotato di una cucina e di un terrazza di dimensioni considerate non necessarie per le reali esigenze dei paesani. Senza contare che così si andrebbe a ridurre la vista a mare per una parte delle abitazioni e per chi vive le panchine dell’area alberata e i giochi per bambini.
Il progetto proposto dal Comunettivi
La proposta elaborata dal paese, con il contributo tra gli altri di Pro loco e Società di mutuo soccorso (ovvero le uniche due realtà con cui si era interfacciata l’amministrazione comunale nella genesi del progetto), oltre che delle attività commerciali, riduce drasticamente le superfici nell’area delle ex lavanderie e sposta la cucina e i locali al servizio delle sagre e degli equipaggi di canottaggio (spogliatoi e magazzino) in fondo alla marina, dove il Comune aveva progettato di collocare anche il nuovo deposito per le barche da Palio. Nei pressi del parco giochi sorgerebbero comunque gli uffici e la sala per le riunioni per il paese, spazi indispensabili anche per garantire le sale nelle quali poter allestire i seggi elettorali per le operazioni di voto dei cadamoti.

Il progetto proposto dagli abitanti di Cadimare
Il progetto 4.0, quello condiviso dalla gente, prevedrebbe anche il mantenimento della pavimentazione sotto i pini della piazza. Anche quello delle radici affioranti degli alberi, infatti, è un punto dolente della proposta dell’amministrazione, che punterebbe a rendere metà della superficie zona verde: così facendo, però, il problema rimarrebbe in buona parte irrisolto e a questo si aggiungerebbe quello della manutenzione del manto erboso, ritenuta assai complicata, vista la tendenza degli aghi di pino a soffocarne la crescita evidente poche decine di metri più in là.

I danni provocati dalle radici dei pini
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www.cittadellaspezia.com è stato pubblicato il 2024-01-24 09:16:03 da

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