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BARI – Tutti in discussione, ma nessun «ribaltone», almeno per ora. La netta sconfitta interna con la Cremonese ha messo ancora una volta in subbuglio il tormentato ambiente del Bari. I risultati di ieri in B sono stati persino benevoli per i biancorossi: nessuna delle dirette concorrenti per la salvezza ha vinto, tra il pareggio della Ternana in casa con il Modena, quello nello scontro diretto tra Feralpisalò e Cosenza, addirittura il sorprendente 1-1 dello Spezia in casa con il fanalino di coda Lecco. In attesa di conoscere l’esito del match tra Ascoli e Venezia, la constatazione è che poteva andare molto peggio. Siamo alle soglie del dramma, da ieri i Galletti sono ufficialmente in zona playout, appaiati a quota 35 con Cosenza e Spezia. E, sebbene sia prematuro un calcolo del genere a sei turni dal termine con ben due confronti diretti che coinvolgono le tre compagini, al momento è proprio il Bari ad avere la peggiore situazione, avendo raccolto soltanto due pareggi in casa contro Cosenza e Spezia, mentre i liguri hanno cinque punti (vittoria e pareggio contro i pugliesi, altro pari con i calabresi) ed i rossoblù ugualmente due (pari con i biancorossi ed i bianconeri), ma dovrà affrontare entrambe al ritorno. Se ci fosse bisogno, quindi, l’allarme suona ancora più forte. La serie nera conta appena due pareggi negli ultimi sette incontri, l’attacco che resta il penultimo della B con appena 31 reti realizzate (solo il Lecco peggio con 30), la difesa battuta per la settima volta di fila.
IACHINI NON SI MUOVE – Se non fossero avvenuti già due ribaltoni in panchina, la posizione del tecnico marchigiano sarebbe stata a forte rischio, inchiodata non soltanto dai risultati, ma anche da una conduzione che non trova stabilità tra un assetto tattico che continua a cambiare, scelte opinabili, prestazioni con troppi vuoti uniti ad ingenuità tanto plateali quanto determinanti. La situazione generale non preoccupa soltanto lo stato maggiore «barese» (il presidente Luigi De Laurentiis è parso davvero provato dal frangente più complesso della sua gestione, nonché dalle continue contestazioni), ma anche i vertici della Filmauro, nella consapevolezza che un crollo in serie C sarebbe un colpo probabilmente letale per una proprietà «a tempo» (le multiproprietà scadono il 30 giugno 2028), impossibilitata a quel punto a rientrare dagli investimenti compiuti. Sarebbe partita più di una telefonata per chiedere conto della situazione e verificare se il tecnico marchigiano si senta «padrone» della squadra oppure se, anche per un momento, fosse disposto a valutare le condizioni per un passo indietro. Iachini, dal canto suo, è alle prese con una violenta forma influenzale (al termine del match con la Cremonese accusava febbre molto alta), ma la sua volontà è incrollabile. Il mister ascolano intende continuare a combattere, convinto di portare la barca in porto.
COLLOQUI CON I «SENATORI» E «CASI» DA RISOLVERE – La società, però, ha anche voluto verificare la solidità dello spogliatoio. Luigi De Laurentiis per primo ha intrattenuto dialoghi approfonditi con tutti i calciatori di maggiore esperienza: da capitan Di Cesare a Maiello, da Pucino a Bellomo (l’unico barese in squadra), fino a Maita e Benali. L’intera «memoria storica» della squadra è stata interrogata per comprendere se esista una potenziale incomprensione con Iachini ed il suo staff, per comprendere dove intervenire. Interrogati anche gli elementi di maggior talento: Diaw, Aramu, Sibilli. Facile intuire che il clima non sia disteso: manca serenità e la pressione di una classifica precaria si avverte in larga misura. Nessuno, però, avrebbe espresso riserve sull’allenatore rinnovando la più ampia disponibilità a seguirne le metodologie. Il tempo dei confronti, però, non è terminato. Domani riprenderà la preparazione in vista della trasferta di sabato a Como e si cercherà ulteriore chiarezza. Iachini dovrà anche metterci del suo per agevolare il compito di un gruppo di certo limitato, ma ora in evidente confusione. Probabilmente si punterà su un delineato assetto tattico (nelle idee del mister ascolano il 3-5-2 resta la disposizione prediletta), così come sarà indispensabile recuperare chi possa dare certezze. Se da un lato giungono conferme che non esista un «caso» Puscas, dall’altro appare strana la rinuncia prima nel secondo tempo di Modena, poi addirittura per 90’ con la Cremonese dell’unico attaccante di ruolo «integro», in un reparto che fa ancora i conti con le condizioni precarie di Diaw (almeno ha giocato oltre un’ora pur convivendo con noie alla schiena), nonché con l’infortunio di Kallon.
NUOVE DEFEZIONI – A Como, peraltro, mancheranno due pilastri. Di Cesare e Sibilli, entrambi in diffida, hanno rimediato l’ammonizione che costerà la squalifica. Ma se il giallo al capitano si giustifica con l’esigenza di fermare un’azione pericolosa degli avversari, quello del fantasista napoletano è parso gratuito: come si può commettere un fallo tanto plateale quanto inutile a match ormai terminato, sapendo di essere a rischio squalifica? Quantomeno, rientrerà Nasti che ha scontato i due turni di stop imposti dal giudice sportivo, mentre andrà valutato Matino alle prese con noie muscolari non ancora risolte.
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Leggi tutto l’articolo Calcio, il Bari in acque agitate cerca una via d’uscita
www.lagazzettadelmezzogiorno.it è stato pubblicato il 2024-04-07 12:20:44 da
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