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Anche il traffico di un centro storico affollato e rumoroso è parte della ricerca che nel cuore di Catania testa nuovi strumenti sostenibili per la tutela dei beni culturali. Li troviamo all’interno della chiesa settecentesca di San Biagio dove ci ha accompagna l’ingegnere Giuliano Salerno che li sta sviluppando
“Qui a San Biagio stiamo effettuando un test sul campo della nostra ricerca – ci spiega l’ingegnere – infatti abbiamo installato 4 diversi nodi due alimentati a batteria e due con sistemi di raccolta energetica che servono a ricaricare le batterie”.
I nodi sono delle piccole scatolette che contengono sensori per raccogliere dati su temperatura e umidità. Avere dati di questo tipo in un luogo dove sono contenute molte opere artistiche delicate e deperibili, serve a proteggere i nostri tesori. In più la particolarità della ricerca catanese è che questi nodi lo fanno autoalimentandosi, cioè sono in grado di ricaricare le batterie grazie alla luce, alla differenza di temperature e alle vibrazioni che raccolgono nell’ambiente. Riducendo così i consumi e i materiali da smaltire
“Anche solo il movimento delle persone o le onde sonore che producono con le loro voci- aggiunge Salerno – vengono percepite dai sensori di vibrazione contenuti all’interno dei nodi, fatti di materiali particolari che deformandosi riescono a produrre energia elettrica” per ricaricare le batterie”.
Per questo strumento, frutto del progetto Changes, finanziato con fondi del Pnrr, sono già arrivati premi e numerose pubblicazioni.
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