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PISTOIA – Alla Biblioteca Forteguerriana Stefania Nerucci ha presentato il suo libro “C’era una volta il cinematografo: le sale cinematografiche a Pistoia nella prima metà del Novecento”, uscito lo scorso settembre e presentato in via dei Rossi alla Fondazione Cassa di Risparmio, già sponsor del libro.
Successivamente poi, considerata la mole di documenti trattata ovvero le locandine della raccolta Chiappelli nonché i numerosi documenti e fotografie dati in prestito da collezionisti privati, è nata l’idea di fare una seconda presentazione alla Forteguerriana.
Qui era presente, oltre all’autrice del libro, Alfonso Venturini, Dottore di ricerca in Storia del XX secolo presso la facoltà “Cesare Alfieri” di Firenze. Venturini ha scritto articoli e saggi inerenti il rapporto fra cinema e storia, con particolare attenzione al periodo della Seconda guerra mondiale. Di fronte a un pubblico intervenuto numeroso sono stati ripercorsi i contenuti del libro che ha affiancato l’inaugurazione di una mostra documentaria allestita nella sala di lettura Gatteschi al primo piano e che sarà visitabile fino al 30 aprile.
Venturini ha parlato del cinema della prima metà del secolo e di come rappresentasse una sorta di distaccamento dalla vita reale di tutti i giorni. Grande protagonista era proprio il pubblico, c’erano disordini, rumori, cita Calvino ed il suo “Autobiografia di uno spettatore”. La sala buia faceva quasi paura, vigeva la promiscuità e certi temi trattati nei film come l’adulterio, il suicidio allarmavano i benpensanti.
Nuove norme di vigilanza furono varate nel 1913, per non parlare delle critiche al divismo, alle scollature o addirittura ai cattivi odori che aleggiavano nelle sale. Le prime proiezioni portate in città furono ad opera di ambulanti ed avevano una durata di cinquanta secondi, apparivano più come fenomeni da baraccone.
La luce elettrica a Pistoia è arrivata nel 1897, era un mondo fatto di illusionisti, acrobati, animali ecc. Nel 1897 Giuseppe Filippi operatore Lumière, passava facendo delle riprese durante il giorno per poi proiettarle la sera. Pian piano si sono moltiplicati gli inventori, gli ambulanti e le sale cinematografiche.

All’autrice, come di consueto, abbiamo rivolto alcune domande.
A cosa è dovuta la scelta di allestire la mostra proprio alla Forteguerriana?
Perché è il luogo ideale per i documenti rappresentati prevalentemente locandine e fotografie. Non solo, ci sono anche due sedie che provengono dal cinema Eden e una scatola porta carte del cinema Italia. Tutta la mostra è disposta in quattro teche dove si comincia con la storia del cinema così come è arrivata a Pistoia.
Qual è stato il primo cinema a Pistoia?
La sala Edison in via dell’Amore oggi via Carducci nel 1906, ebbe vita breve infatti chiuse nel 1912. Una sala di cui purtroppo oggi non abbiamo fotografie e nemmeno la posizione esatta dove si trovava, però abbiamo la filmografia.

Quante sale cinematografiche c’erano a Pistoia?
Prima della grande guerra c’era il teatro polivalente Politeama sorto nel 1860 che ospitò successivamente anche il cinema. Due impresari ambulanti che portavano il cinema nelle piazze ne diventarono proprietari dal 1906 al 1912 e fu poi distrutto da un incendio nel gennaio del 1943. Il teatro Cine Sinibaldi, l’Excelsior, la Sala Edison, il salone Fellini di proprietà di un fotografo in piazza Garibaldi e l’Eden
Qualche curiosità?
L’ultima teca è dedicata ai pionieri del cinema, credo che vadano valorizzate personalità come Pirro Fellini fotografo, Antonio Lavarini imprenditore e produttore di film, Ettore Ciapetti gestore di molte sale in tutta la Toscana siano personalità. Il Politeama non aveva solo spettacoli teatrali, concerti e prosa ma anche cinema. Questo mondo finì nel secondo dopoguerra a parte qualche cinema estivo come il Cine Star in via Cino e che era gestito da Ciapetti, il cinema Flora ed il Grandonio.
La crisi delle sale negli anni 70 e 80 ha portato via tutto.
www.reportpistoia.com è stato pubblicato il 2024-03-06 15:35:49 da Stefano Di Cecio

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