[ad_1]
Tre dei sette orsi trovati morti lo scorso anno, tra i quali Fiona-F36, sono stati avvelenati. È la novità emersa dal programma “Mi Manda RaiTre” andato in onda domenica 7 gennaio, che ha denunciato il fatto anche con delle immagini inedite dell’orsetto Nino-M89, che la Provincia trentina, nei mesi scorsi, avrebbe potuto liberare, ma ha invece deciso di condannare a una vita di prigionia.
”Perché la notizia di queste morti per avvelenamento non è mai stata resa nota dalla Pat? A chiederselo sono gli attivisti della campagna StopCasteller, che, attraverso una nota stampa, fanno sapere: “La nostra indignazione è grande per le rivelazioni riportate dal programma televisivo: la Provincia autonoma di Trento avrebbe confermato che, a uccidere gli ultimi tre della lunga lista di ben sette orsi morti in pochi mesi, sarebbe effettivamente stato il veleno. Tra gli orsi avvelenati ci sarebbe anche l’orsa Fiona-F36, all’epoca ricercata per essere rinchiusa al Casteller. Dove sta la verità? Dopo questa infinita lista di morti sospette non vogliamo più sentirci rispondere che le indagini sono in corso. L’opinione pubblica vuole chiarezza su questo episodio. Se, come sostiene la trasmissione di Rai3, questi esemplari sono stati vittime di bracconaggio, chi per mesi ha inneggiato a questa supposta forma di “giustizia fai da te” ha una grossa responsabilità in quello che è successo e, presto o tardi, sarà chiamato a renderne conto nelle sedi opportune”.
Poi gli attivisti hanno anche posto l’attenzione sulla vicenda dell’orsetto Nino-M89. Vogliamo trasparenza anche nella vicenda dell’orsetto Nino – continua la nota -. Vogliamo sapere come sta, quali sono le dimensioni del recinto in cui è rinchiuso, chi si occupa di lui. Quando e perché si è smesso di utilizzare tutte le accortezze necessarie a non abituarlo alla presenza dell’uomo? Sulla base di quali valutazioni scientifiche poi è stato deciso di destinarlo alla cattività a vita? Nessuna. Le ragioni sono solo di convenienza politica: infatti nel servizio Rai, il dottor De Guelmi dà efficacemente conto di come pochi anni fa a un orsetto protagonista di una vicenda analoga sia invece stato permesso il ritorno in natura senza che l’orso abbia poi mai dato problemi di confidenza. Non permetteremo che a partire dalla prossima primavera Nino venga quotidianamente esposto al pubblico ludibrio diventando l’attrazione principale del Belpark”.
www.trentotoday.it è stato pubblicato il 2024-01-08 13:53:50 da
0 Comments