Cresce la povertà strutturale, Scaffardi: “C’è bisogno di pane”


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“Nonostante la nostra città sia la capitale della Foodvalley, con buona parte delle industrie dell’alimentare concentrate sul nostro territorio che comunque ci danno assolutamente una mano e che ringraziamo, il bisogno di pane è ancora molto forte”. Sono le parole del presidente di Caritas, Cecilia Scaffardi, durante la presentazione del bilancio sociale 2023 di Fondazione Caritas Sant’Ilario che celebra il ventesimo compleanno. Nel 2023 sono stati erogati 87.925 pasti di fronte ai 70.992 del 2022. Quasi ventimila in più, con il trend che continua ad essere in aumento anche in questo primo spaccato del 2024. Le borse alimentari donate sono 2.538, a fronte delle 2.235 del 2022. La fascia dei nuovi poveri accoglie anche quelli che un lavoro ce l’hanno ma non è sufficiente a mantenere la propria famiglia. I cento pasti in più alla mensa di Padre Lino è poi un indice preciso della povertà. 

Sempre più gente chiede aiuto alla Caritas, sottolineando la difficoltà delle persone ad uscire dai servizi offerti. “Ma non per mancanza di volontà – spiega la Scaffardi – proprio per mancanza di strumenti. Perché la loro condizione è davvero molto complicata. Di fronte a questi numeri si vede benissimo un aggravamento della povertà, non sono in termini quantitativi ma anche in termini qualitativi”. È praticamente raddoppiato il numero di docce e di kit di cambio biancheria distribuiti da Caritas. Dai 1910 del 2022, al 2.881 del 2023. Sono quasi 25mila (24.492 per la precisione) i capi distribuiti a gente che ha bisogno di abiti per vestirsi, rispetto ai 22mila dell’anno precedente (2022). Cresce anche il numero di cure sanitarie, grazie al servizio offerto dai medici di Caritas, che accompgano le persone accolte. Nei dormitori ci sono attualmente 156 uomini, 64 nella stanza d’emergenza dove hanno trovato rifugio per 106 notti. Grazie a più di 30 progetti di trenta progetti di accoglienza dedicati alle famiglie in difficoltà, hanno trovato ristoro anche alcuni rifugiati. Due famiglie sudanesi arrivati grazie agli aiuti umanitari, 36 profughi ucraini e, dal luglio scorso fino a dicembre, 106 profughi arrivati mediante gli sbarchi. L’accoglienza non è solo l’offerta di un posto letto, ma anche dell’opportunità e di strumenti che accompagnino tutti verso l’autonomia. La povertà strutturale è in aumento e questo è un sintomo di preoccupazione.  

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www.parmatoday.it è stato pubblicato il 2024-07-31 06:30:00 da


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