#Cuoriconnessi per promuovere tra i ragazzi un uso consapevole di web e social


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Sesta edizione della manifestazione organizzata dalla Polizia di Stato in collaborazione con Unieuro

Migliaia di studenti – 1.200 in presenza e altri 230mila collegati da remoto da tutta Italia – hanno partecipato questa mattina a Roma, nell’Auditorium Parco della Musica, in occasione del Safer Internet Day, alla sesta edizione di #cuoriconnessi, la manifestazione nazionale per la promozione di un utilizzo consapevole della rete e delle tecnologie online organizzata dalla Polizia di Stato in collaborazione con Unieuro.

Otto storie sull’universo digitale e i giovani, quelle contenute nel nuovo volume della collana #cuoriconnessi – pensate per favorire una sempre maggior consapevolezza del proprio essere su web e social da parte dei ragazzi – sono state il filo conduttore dell’evento, aperto dal capo della Polizia – direttore generale della Pubblica sicurezza Vittorio Pisani e dalla country manager Italia di Unieuro Maria Bruna Olivieri.

«In un mondo in cui lo sviluppo tecnologico avanza troppo velocemente per essere tempestivamente regolamentato dal legislatore, diventa necessario aiutare le nuove generazioni ad assumere una maggiore consapevolezza delle insidie che si celano online», ha detto ai ragazzi il capo della Polizia, ricordando loro che le tecnologie devono essere «uno strumento al nostro servizio da usare responsabilmente».

All’evento è intervenuto il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, che ha sottolineato l’impegno della Polizia, e del partner privato, nel valorizzare il progetto. Tra i contributi della giornata, quello di padre Paolo Benanti, presidente della commissione AI per l’informazione e consigliere di Papa Francesco sui temi dell’intelligenza artificiale e dell’etica della tecnologia, che ha sottolineato opportunità ma anche insidie dell’intelligenza artificiale, tema al centro di una delle storie raccontate nel libro a cura di Luca Pagliari.

Spazio anche allo youtuber e tiktoker dell’anno 2024 Riccardo Aldighieri, un seguito di oltre 4,3 milioni di follower, che si definisce “disabile trap” e ha raccontato com’è riuscito attraverso i social a proporsi contro tutti gli stereotipi e tutti gli hater: «La mia disabilità non mi definisce, sono semplicemente Riccardo. E grazie ai social, posso raccontarmi per quello che sono».

L’evento è stato arricchito da una tavola rotonda con la partecipazione, tra gli altri, del direttore del Servizio Polizia postale Ivano Gabrielli, sull’importanza di una collaborazione sempre più efficace tra istituzioni, Forze dell’ordine, scuola e genitori.

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