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Da febbraio ad aprile sono previste oltre 6mila 300 nuove assunzioni nel Piacentino, con una crescita del 7,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una quota che posiziona la provincia di Piacenza tra le più dinamiche della regione sul fronte mercato del lavoro, al terzo posto dopo Cesena e Ferrara. Questo secondo l’elaborazione proposta dalla società di recruiting Hays su base dati Unioncamere-Anpal, Sistema Informativo Excelsior, che propone un focus sull’andamento in Emilia-Romagna.
«Un mercato – spiega l’analisi – in continua evoluzione e che sta attraversando un momento positivo: nel terzo trimestre 2023 il tasso di occupazione nella regione è al 70%, un dato superiore alla media nazionale (61,6%). Numeri molto positivi che si riflettono anche nelle previsioni per i prossimi mesi».
Da febbraio ad aprile – secondo Hays – le imprese emiliano-romagnole prevedono di assumere 117.190 risorse, +4,8% rispetto allo stesso periodo del 2023. «A livello territoriale, la provincia con il più alto numero di nuovi ingressi previsti, sempre nel trimestre, è Bologna con 26.830 assunzioni, seguita da Modena (18.650), Rimini (12.820), Ravenna (12.090), Reggio Emilia (12.080), Parma (11.540), Forlì-Cesena (10.550), Piacenza (6.380) e Ferrara (6.260). Le province più dinamiche per crescita rispetto allo stesso periodo del 2023 sono Forlì-Cesena (+11,2%), Ferrara (+7,4%) e Piacenza (+7,2%)».
I trend – Secondo l’analisi della società di recruiting Hays, nel 2024 si assisterà a un vero cambio di paradigma nella ricerca di talenti: per il 75% dei responsabili delle selezioni, infatti, le competenze avranno un peso nettamente maggiore rispetto all’esperienza, diventando così una priorità assoluta per la propria azienda. Ma proprio la carenza di personale con competenze in alcuni ambiti, come quelle legate all’informatica (indicato dal 62% dei senior decision maker di tutto il mondo), sarà una delle principali sfide per il 2024.
«Un altro trend da considerare per i prossimi mesi – prosegue la nota stampa -è quello relativo all’equilibrio tra persone e tecnologia, soprattutto dopo lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Nel 2024 l’IA farà un ulteriore balzo in avanti, supportando le imprese in ogni tipo di attività per aumentare la produttività. Ma le aziende dovranno assicurarsi che questa tecnologia venga sfruttata in modo appropriato e che le persone la vedano come un aiuto, non come una minaccia.Negli ultimi anni è cresciuta anche la sensibilità verso i temi legati all’inclusione, ma a oggi ben il 44% dei dipendenti si sente escluso dalle iniziative di diversity, equity and inclusion (DE&I) della propria azienda. Una cultura aziendale inclusiva può ridurre del 50% il turnover dei dipendenti, pertanto nel 2024 ci si aspetta di registrare una maggiore attenzione all’integrazione di iniziative di DE&I».
«Inoltre, per il 2024 bisognerà prestare una maggiore attenzione ai team multigenerazionali. A causa della difficoltà di reperimento di risorse qualificate – scrive Hays – nel 2024 le aziende avranno la necessità di valorizzare ancora di più i propri team con livelli di esperienza differenti. Per assicurarsi i talenti, le aziende dovranno non solo adottare una strategia retributiva competitiva, ma anche tenere conto della soddisfazione sul lavoro, della formazione e dell’avanzamento di carriera, e di come questi aspetti dovranno essere adeguati a supportare i dipendenti nelle diverse fasi della loro carriera. Poi c’è sempre il tema del lavoro da casa che inizia a dividere dipendenti e imprese. Uno studio di Gartner condotto su oltre 4.000 dipendenti rivela che quasi quattro lavoratori su dieci sarebbero disposti a licenziarsi in caso venissero obbligati a rientrare in ufficio. Ma per il 2024, con il rallentamento della crescita della produttività a livello globale, quasi un quarto delle aziende prevede nei prossimi 12 mesi un cambiamento delle proprie politiche di lavoro ibrido, richiedendo una maggiore presenza in sede».
www.ilpiacenza.it è stato pubblicato il 2024-03-06 17:51:56 da
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