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I target europei sulle emissioni di Co2 restano confermati, ma le case automobilistiche avranno 3 anni per adeguarsi. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha aperto alle richieste dell’industria allontanando momentaneamente lo spettro delle multe e ricorre alla flessibilità.
La revisione degli obiettivi per il 2035
La soluzione illustrata dall’Esecutivo Ue si trova in un emendamento mirato al regolamento sugli standard di Co2: “Invece della conformità annuale, le aziende avranno tre anni”, ha spiegato von der Leyen. Gli obiettivi “rimangono gli stessi” e devono essere rispettati ma la mossa garantisce “più respiro per l’industria e più chiarezza, e senza modificare gli obiettivi concordati”. Più a lungo termine invece, sugli obiettivi al 2035, “ci prepareremo ad accelerare i lavori sulla revisione” avendo come principio fondamentale “la totale neutralità tecnologica” ha detto la presidente della Commissione. Mercoledì 5 marzo, intanto, l’Unione Europea presenterà il nuovo Piano d’azione europeo per l’industria dell’auto. Nel servizio, ne abbiamo parlato con Marco Gay, presidente dell’Unione industriali di Torino e Roberto Cotterchio, presidente Confapi.
Il plauso di Stellantis
“Stellantis accoglie con favore le dichiarazioni fatte ieri dalla Presidente della Commissione von der Leyen in seguito al secondo incontro del Dialogo Strategico sul futuro dell’industria automobilistica europea”. Così scrive l’azienda in un comunicato, e aggiunge:
“La discussione di oggi rappresenta una pietra miliare importante. Nelle settimane e nei mesi a venire, attendiamo con interesse di continuare il dialogo costruttivo ed esplorare modi per dare ai clienti maggiore libertà di scelta tra varie opzioni di prodotto, perseguendo al contempo la transizione verde”.
Marco Gay: “L’industria deve essere protagonista”
Le Notizie arrivate da Bruxelles sono accolte con favore dal presidente degli industriali torinesi Marco Gay che ha sottolineato come “insieme alla proroga concessa ai costruttori al 2027 per pagare le multe sulle emissioni, questi elementi siano presenti con chiarezza nella versione definitiva del ‘Industrial Action Plan for an Automotive Sector’, perché un’industria come la nostra può e vuole continuare ad essere protagonista”.
Anfia: “Aspettiamo le decisioni concrete”
Guarda alle decisioni concrete che saranno contenute nel Piano d’azione per l’Automotive che la Commissione Ue si appresta a rilasciare il 5 marzo l’Anfia, Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica:
“Registriamo con favore la dichiarazione della presidente della Commissione che sarà preparata in tempi rapidi una revisione dello schema al 2035 che avrà come principio chiave quello della piena neutralità tecnologica – ha commentato il presidente Roberto Vavassori -. Restiamo in attesa di conoscere che cosa in concreto questo significherà”.
Mercato dell’auto in sofferenza
Perché nel frattempo il mercato dell’auto continua a registrare il segno meno, con il settimo ribasso consecutivo mensile a febbraio:
“I dati delle immatricolazioni mostrano quanto sia sterile la diatriba in corso tra chi sostiene unicamente la tecnologia dell’elettrico e chi solo quella dei motori Ice, essendo quasi due terzi delle registrazioni mensili relativi a vetture con vari livelli di elettrificazione mentre le vetture a combustione interna prive di qualunque elettrificazione rappresentano poco più di un terzo, segno che il processo di comprensione e accettazione di veicoli elettrificati si sta realizzando anche nel nostro Paese, nonostante rimanga un gap notevole in termini di volumi, tre volte al di sotto la media europea” ha concluso Vavassori.
Api: “Posizioni Ue non sono più sostenibili”
Di diverso avviso l’Api torinese:
“E’ gravissimo che l’Europa – ha spiegato il presidente Fabrizio Cellino -, si ostini su posizioni ormai non più sostenibili e soprattutto dannose per l’industria e quindi l’occupazione. Non sono in gioco solo decine e decine di migliaia di posti di lavoro, ma l’equilibrio economico e sociale del Paese e del Nord-Ovest, il destino di una parte importante della nostra economia. Nel contesto economico che stiamo attraversando è evidente l’importanza dell’automotive, come comparto d’eccellenza che va aiutato e valorizzato”.
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