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MANFREDONIA (FOGGIA) – “Riteniamo gravissime alcune dichiarazioni riportate in data odierna dal Sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca, con un video pubblicato sui canali ufficiali, in cui afferma di “condannare chi si è inventato una petizione incomprensibile”.
A tal riguardo, risulta palese il riferimento alla petizione popolare proposta dal Consigliere Marasco relativa alla TARI 2025.
Ma facciamo un passo indietro: a Manfredonia non si sente parlare spesso di petizioni anche perché manca il Regolamento di attuazione, infatti da quando è entrato in vigore l’attuale Statuto Comunale (nel 2000) non è mai stato deliberato un regolamento che definisse le modalità procedurali di attuazione per la presentazione di petizioni da parte dei cittadini (e ci sfugge sinceramente quali altre forme di partecipazione popolare vengano invece utilizzate). Quindi si tratta di uno strumento (la petizione) previsto e garantito dalla Costituzione che non solo non viene attuato a Manfredonia per mancanza del regolamento (o forse per volere politico?), ma addirittura viene “condannato” come “forma di strumentalizzazione”.
A questo punto chiediamo al Sindaco di effettuare una RI-petizione di diritto costituzionale per riflettere sulla gravità di quanto affermato.
Anzi, ci pensiamo noi a rinfrescare la memoria:
• Che cos’è una petizione? E’ un diritto dei cittadini di avanzare proposte, richieste o reclami all’Amministrazione per esporre comuni necessità.
Da quali norme è garantito tale diritto?:
• Art. 50 Costituzione: ;
• Art. 8 comma 3 Testo Unico degli Enti Locali:;
• Art. 39 dello Statuto del Comune di Manfredonia, rubricato “Istanze, petizioni e proposte:
1. I cittadini del comune che abbiano compiuto il quindicesimo anno di età hanno il diritto di presentare istanze, petizioni e proposte al Consiglio Comunale o al Sindaco, nelle materie di rispettiva competenza, per promuovere interventi su problemi di ordine generale.
2. La richiesta è iscritta dal Presidente del Consiglio Comunale al primo punto all’ordine del giorno se entro sessanta giorni il Sindaco o la Giunta non abbiano preso decisioni in merito.
3. Il diritto di petizione e di proposta si esercita nelle forme stabilite dal regolamento> [regolamento inesistente].
Noi di FORZA MANFREDONIA reputiamo INACCETTABILI le dichiarazioni del Sindaco nella parte in cui condanna il legittimo esercizio di un diritto che non solo è stato esercitato da un cittadino, ma a maggior ragione da un consigliere comunale.
Il primo cittadino dovrebbe non solo limitarsi a non condannare, anche perché al contrario passerebbe un messaggio sbagliato e fuorviante, ma addirittura garantire che queste iniziative possano essere intraprese senza alcun tipo di pressione politico-amministrativa.
La partecipazione popolare dei cittadini alle decisioni dell’Amministrazione (tramite petizione o referendum) e le legittime proposte della minoranza che, anche con il solo dissenso, esercita i diritti previsti da Costituzione e Leggi, sono alla base del principio democratico e senza di loro si rischierebbe di sopprimere ogni pensiero contrario, ogni iniziativa di “protesta” intrapresa nei dovuti modi.
E qui sorge spontanea una domanda, anzi due: se ai cittadini viene negato il diritto di avanzare reclami tramite una petizione, quale alternativa hanno? La vostra idea di democrazia è quella in cui i cittadini debbano rimanere in silenzio?
Sig. Sindaco, sono altre le cose che dovrebbe condannare, non certo chi propone LEGITTIMAMENTE una petizione popolare”.
A cura di Pasquale D’Antuono
Il coordinamento.
www.statoquotidiano.it è stato pubblicato il 2025-07-02 10:56:23 da Redazione
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