Giorno del Ricordo, cerimonia al Quirinale in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata


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Piantedosi: ferite che appartengono all’intera Nazione e che non possono essere dimenticate

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha partecipato questa mattina al Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alle celebrazioni per il Giorno del Ricordo.

La ricorrenza, istituita nel 2004, ha l’obiettivo di “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte i morti delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.

Alla cerimonia hanno preso parte il Presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, il Presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso, il vicepresidente della Camera dei deputati, Giorgio Mulè, oltre a esponenti del Governo e del Parlamento, autorità civili e appartenenti alle associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati. 

Durante l’evento, aperto dalla lettura di due brani tratti dal libro “Le foibe spiegate ai ragazzi”, di Greta Sclaunich, e accompagnato dalle note dell’orchestra d’archi del conservatorio “G. Tartini” di Trieste, sono stati proiettati estratti dal film “La bambina con la valigia” e dal documentario “Rotta 230 – Ritorno alla terra dei Padri”, seguiti dagli interventi di due esuli di Pola, Egea Haffner e Giulio Marongiu, che il Capo dello Stato Mattarella ha ringraziato nel suo discorso «per le preziose, emozionanti testimonianze”.

«Ci incontriamo per rinnovare la Giornata del Ricordo: occasione solenne, che invita a riflettere su pagine buie del nostro passato, per conservare e rinnovare la memoria delle sofferenze degli italiani d’Istria, di Fiume, della Dalmazia, in un periodo tragicamente tormentato della storia d’Europa”, ha detto il Presidente della Repubblica ripercorrendo gli eventi.

«Nelle zone del confine orientale, dopo l’oppressione fascista, responsabile di una politica duramente segregazionista nei confronti delle popolazioni slave, e la barbara occupazione nazista, si instaurò la dittatura comunista di Tito, inaugurando una spietata stagione di violenza contro gli italiani residenti in quelle zone”, ha ricordato il Capo dello Stato, sottolineando come «di quella stagione, contrassegnata da una lunga teoria di uccisioni, arresti, torture, saccheggi, sparizioni, le Foibe restano il simbolo più tetro”.

«L’istituzione del Giorno del Ricordo, votata a larghissima maggioranza dal Parlamento italiano, ha contribuito a riconnettere alla storia italiana quel capitolo tragico e trascurato, a volte persino colpevolmente rimosso”, ha proseguito, sottolineando come «la memoria storica è un atto di fondamentale importanza per la vita di ogni Stato, di ogni comunità. Ogni perdita, ogni sacrificio, ogni ingiustizia devono essere ricordati”.”

Il ministro Piantedosi ha ricordato come oggi «l’Italia rende omaggio alle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata», sottolineando che «è un dovere istituzionale e morale commemorare chi ha sofferto e ha pagato con la vita o con l’esilio il prezzo dell’odio e dell’intolleranza».

«Questa giornata non è solo un momento di memoria, ma un impegno a preservare la verità storica e a trasmetterla alle future generazioni. Il dramma delle foibe e le sofferenze di chi fu costretto a lasciare la propria terra sono ferite che appartengono all’intera Nazione e che non possono essere dimenticate», ha aggiunto il titolare del Viminale, ricordando anche «la resilienza e il coraggio degli esuli, che hanno saputo ricostruire le loro vite senza mai rinunciare alla propria identità. Hanno trasformato il dolore in una testimonianza di speranza e di forza, contribuendo con la loro cultura e il loro lavoro alla crescita del nostro Paese. Ricordare significa anche riaffermare i valori della libertà, della democrazia e del rispetto della dignità umana, affinché le tragedie del passato siano monito per il presente e per il futuro».

In occasione della ricorrenza le prefetture hanno programmato una serie di iniziative sui territori, dalle cerimonie commemorative a convegni, dibattiti e giornate di studio dedicate in particolare ai giovani, per diffondere la conoscenza di vicende drammatiche che hanno segnato la storia del Paese.

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