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Sessanta minuti. È sufficiente attendere appena un’ora, dal momento dell’infusione delle Car-T, per capire se il paziente rischia di sviluppare neurotossicità nei giorni successivi. E il merito di questa novità va attribuito a strutture biologiche grandi appena 100 nanometri: le vescicole extracellulari.
È quanto emerge da uno studio scientifico dell’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola pubblicato sulla rivista “Journal of Clinical Investigation”. I ricercatori della Piattaforma Ibt (Immunobiologia dei trapianti e delle terapie cellulari) hanno infatti scoperto un metodo per prevedere con diversi giorni d’anticipo la probabile insorgenza dell’ICANS (sindrome da neurotossicità associata a terapia con cellule immunoeffettrici), effetto collaterale che interessa…
www.bolognatoday.it è stato pubblicato il 2025-02-27 10:55:09 da
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