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REGGIO EMILIA – “Voglio parlare, voglio dire tutta la verità”. Lo ha detto il fratello di Saman Abbas, annunciando la decisione di rispondere alle domande. Questo, dopo l’ordinanza della Corte di assise reggiana che aveva dichiarato inutilizzabili le dichiarazioni del giovane in precedenza, tra maggio e giugno 2021, perché, secondo i giudici, doveva essere iscritto nel registro degli indagati.
Imputati sono cinque familiari: i genitori (la madre latitante), lo zio e due cugini. E’ stato fatto entrare prima dell’ingresso dei parenti e viene sentito dietro a un doppio paravento. T-shirt nera, pantaloni grigi, è assistito dall’avvocato Valeria Miari. Una serie di “non ricordo” alle domande dell’avvocato Luigi Scarcella, difensore del cugino imputato, Nomanhulaq Nomanhulaq, pronunciati in italiano. Le prime domande al fratello di Saman vertono sul telefono utilizzato all’epoca dei fatti, aprile e maggio 2021, e sulle date in cui venne sentito dai carabinieri e dal pm. In aula, mentre il ragazzo parla, è presente…
www.reggionline.com è stato pubblicato il 2023-10-31 12:26:59 da Alessio Fontanesi

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